COSPIRATORI IN CIAMPANELLE

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI
 
COSPIRATORI IN CIAMPANELLE

Gli ex i post i neo comunisti lo paragonano a un kamikaze che sgrana lugubremente tutto il suo rosario contro la sinistra moderata di cui vuole sbarazzarsi. Il marxismo da “oppio degli intellettuali”, come lo definisce Raymond Aron, avrebbe dovuto diventare secondo Achille Occhetto l’oppio di un intero paese. Invece, conquistava “da morto”, da “flatus vocis”, da “idola mentis” l’egemonia che non era riuscito a ottenere da vivo. La svolta della Bolognina è stata una trovata che non ripudiava nulla. Non essendoci, nel partito, più solide posizioni gareggiavano tra loro allo stesso modo dei gangster per prendere i primi posti. E’ nato, da allora, il diabolico disegno di tenere il partito alla mercé di impensati cataclismi. Anche un semplice “flatus voci”, in questo momento, progetta soltanto di dar sfogo al suo risentimento sfaldando gli ultimi avanzi del dalemismo.  Mandiamo via questo azzeccagarbugli e vinceremo le elezioni. Il grande, unico, vero ideale del cascamorto alla D’Alema passa di mano in mano. La Cia, dopo averlo tenuto a frollare come un pollo al gancio dei propri interessi, lo lascia cadere, sapendo che la partita, in Italia, si vince sempre al tavolo della “sovranità limitata”. I poteri forti, come è sempre stato, anelano ad avere un governo travicello. Dalla Bolognina ne abbiamo avuto la conferma: sono sopravvissuti gli appartenenti al ramo dozzinale della sinistra di cui si elogiano tutti i difetti. Nella nostra politica dove tutto è tuono e niente significato, il prescelto, nel giro di pochi giorni, si sgretola come un castello di sabbia. Comportandosi come un mammasantissima, rivela una funzione intimidatoria contro gli avversari ma tollerante verso se stesso. La fanfara del suo movimento si è subito sfiatata disvelando il vero volto: una forma di totalitarismo perfezionato che ricorre ai diktat e alle giravolte.

 MAURIZIO LIVERANI