DA FASTIDIOSO A MACHIAVELLICO

FATEMELO DIRE 
di MAURIZIO LIVERANI

DA FASTIDIOSO A MACHIAVELLICO

Quando tira aria di consultazioni, puntualmente, Romano Prodi torna alla ribalta, simile a una grossa cernia autoproclamatasi semidio acquatico. Spronato continuamente a parlare, profetizza, allargando la bocca in un sorriso radioso, che Silvio Berlusconi non è più un “tabù”. Questo violento colpo di timone è apparso come una straordinaria impresa di pubbliche relazioni. Nell’alveare delle frasi sfuggite a Prodi ce ne è una che la dice lunga su questo personaggio bifronte: “Non si può andare avanti quando i nemici incalzano”. Originale è questa affermazione: “Il passato è passato, guardiamo avanti”. Non sottovalutiamo Romano: al momento opportuno sa dar prova di destrezza; affronta i problemi deciso a dimostrare di averne piena conoscenza. Tutti ormai sanno che si è prestato a operazioni disinvolte; non trascura occasione di essere la quintessenza del grande statista tiranneggiato da molte soluzioni politiche. Con il rilancio di Berlusconi fa intendere che è pronto per calcare nuovamente la scena, non come premier ma come spalla del premier. Lo si potrebbe definire trasformista; al contrario, ha trovato gioco facile a riproporsi come uomo provvidenziale. Ha giocato con se stesso al rialzo speculando al ribasso con gli altri. Nei momenti drammatici ha voluto far sapere che il Paese è spinto a guardare ai vecchi della politica come a precettori, a savi. E’ stato anche un modo per spiccare il volo perché fuori dall’ingranaggio parlamentare può rappresentare qualcosa se primeggia. E’ al corrente che nella sinistra si allevano dirigenti di scarso rilievo e che è difficile lanciarli al vertice. Ciò accade perché il partito, nell’accezione tradizionale del termine, è ormai un vuoto simulacro; è, ai suoi occhi, un’organizzazione che mira a perpetuare semplicemente se stessa, che poco si interessa delle necessità della collettività. Silvio Berlusconi può mettersi al vertice di una forma associativa dove, lui, Prodi, può procurarsi scatti di grado. I nemici di Romano insinuano che appartenga al ceppo dei “guidati” dal grande capitale. Sarebbe un campione di pantofolismo che cerchi di megalomeggiare; presentandosi come apostolo del nuovo, si sostiene che voglia soltanto impedire a Matteo Renzi di allearsi con Berlusconi. Prodi ha affermato che la vecchiaia porta saggezza, quindi, ravvedimenti. Con questa sortita è passato da ruolo di gran fastidioso ai galloni di machiavellico.
 
MAURIZIO LIVERANI