DA IDEOLOGIA A INCONVENIENTE

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

DA IDEOLOGIA A INCONVENIENTE

In sostanza, il partito democratico è “il frutto di una memoria politicamente ripudiata, ma culturalmente non ancora dimenticata”. Per arrivare a queste conclusioni bisogna rileggersi il “Che fare?” di Lenin. Per la conquista del potere colui che lanciò il grido: “Tutto il potere ai Soviet” ordina che “Bisogna essere pronti a tutti i sacrifici; usare, se necessario ogni sorta di stratagemma, di astuzia, di metodi illegali pur di penetrare, restare e compiere, nonostante tutto, la funzione comunista”. Con queste premesse i compagni si sono convinti che il nostro sia un comunismo “sui generis” per il quale Marx è un ingombro, un peso, una seccatura. Gorbaciov, con la caduta del Muro, aveva preparato una “nuova distensione” mentre gli agenti segreti si organizzavano per arrivare all’eliminazione fisica di papa Wojtyla. Da quel momento abbiamo avuto un marxismo senza Marx e un leninismo senza Lenin. Quando l’Italia sembra prossima alla rivoluzione, la borghesia si volge immediatamente alla destra. E’ quello che stava accadendo quando i compagni divennero “uomini di superficie”, come spiega Alberto Savinio. Si è rotto per sempre il cerchio magico del fine giustifica i mezzi, per far coincidere una presunta nobiltà del fine con l’onestà dei mezzi. Il piddino è l’uomo della superficie e si lascia ispirare dalla ragione. Riuscendo a essere considerato riformista, si scompagina l’opera lunga e profonda del marxismo e si pone fine alla fase della mimetizzazione. Indispensabile riporre la maschera e la voce grossa. Dopo un lungo stato di assopimento, con un’attenta dosatura di mosse, il compagno diventa piddino modellandosi su Tony Blair. Lo standard odierno è questo, riversato amichevolmente nella contesa politica convenzionale. Per dare lustro a un compromesso che non appaia un inciucio l’oppositore viene blandito con un trattamento smaccatamente preferenziale. L’avversario annusa il tranello. Chi crede la sinistra in buona fede è convinto che potremmo essere alle soglie di un mondo nuovo. I nostalgici sono animati dal desiderio di chiudere i capitoli della loro triste storia. 
 
MAURIZIO LIVERANI