DELUDONO MA VANNO AVANTI

di Maurizio Liverani

La condizione dell’italiano in questa fase politica è quella che esprime Emil Cioran ne “L’inconveniente di essere nati”: “Sento che sono libero, ma so che non lo sono”. Come rinnovatori della politica sono stati pescati e ripescati personaggi “sottopancia” di capi illustri, oggi “saggiamente” distesi nel reliquiario. Gli illustri di un tempo hanno conosciuto il ko della fine vita; gli eredi quello dell’inconcludenza. Le ideologie, organizzandosi in partito, hanno dimostrato di essere nate da semi avariati. L’italiano non aspettava altro per liberarsi di tante briglie ideologiche. Gli attuali “ducetti” somigliano a delle “allumeuse” che ammiccano, promettono, ma, al momento convenuto, si eclissano. I leader, da quando centinaia di migliaia di italiani li hanno “licenziati”, rappresentano soltanto se stessi. Solo l’informazione, pilotata dal grande aziendalismo, continua a tenerli in vita chiamandoli “forze sociali”. Persino Romano Prodi è considerato un ingombro, un peso, una seccatura. Al cospetto dell’auto-affossamento dei partiti dentro le sabbie mobili di un parlamentarismo invertebrato, la commedia degli inganni è passata in altre mani. E’ l’ora dell’avventuriero che si inoltra verso altri trasformismi. Parafrasando il Belli, il leader del M5S sembra ricordarci: “buona la libertà, mejo er palazzo”; per questa intuizione si sente ormai un eroe della politica. I nostalgici delle due sponde stanno arrivando alle soglie dell’inferno. Questi virgulti piddini, già avanti negli anni, erano “compagni” predestinati fin quando non si sono ricordati che in Francia i comunisti si chiamano “camarades”. Va detto che Silvio Berlusconi, pur restando nell’ombra, in questo momento si sente come quel corridore che tira la volata ai pistards. I pentastellati tentano il sorpasso, ma, come cani educati alla fedeltà, sono pronti a dirigere il loro bompresso verso FI. Tutti sfoggiano un pensiero senza direzione per essere svelti a prendere la via più vantaggiosa. Insinuano di appartenere alla razza selezionata del genio, in attesa di diventare “grandi spiriti”. Ma i grandi spiriti debbono prendere, prima o poi, grandi iniziative e, per far sapere che camminano con i tempi nuovi, da “geni compresi” giocano astutamente sulla tastiera della moralità. Anche se non fanno nulla per lusingare il leader di FI, nei pressi ci stanno con molto piacere, come il verme nel formaggio che ci sta spensieratamente, attendendo di sapere quale tra le varie anime, cattolica, socialista, liberale, prevalga e diventi la guida della coalizione. La pantomima della contrapposizione si trasformerà, al momento opportuno, in collaborazione. Gli italiani ignorano tutto sul loro comportamento. Nella “Tentazione totalitaria” di François Revel leggiamo: “I comunisti sono gli unici che esigano di essere giudicati dalle dichiarazioni, mentre tutti gli altri partiti vengono giudicati dai loro fatti”. Sul piano delle dichiarazioni, la sinistra italiana è molto avanzata sulla strada del liberalismo politico e culturale. Sul terreno dell’esperienza del governo ignoriamo tutto sul suo comportamento futuro.

Maurizio Liverani