DISASTRO SI, MA METAFORICO

“IL DOTTORE E LO SPECIALISTA…METAFORA DI UN DISASTRO” DI E CON MARCO VALERI

… per fortuna che c’è Mario – dico io- che poveretto ha una malattia che sono in pochi ad averla, ma chi ce l’ha soffre, soffre parecchio. Mario ha una malattia che è la malattia del secolo: Mario ha la memoria!”

Assistere al monologo teatrale “Il Dottore e Lo Specialista… Metafora di un Disastro” di e con Marco Valeri, è un “ingresso partecipato” ad una forma teatrale che muove empatia fisica e intellettuale, dove la messa in scena scava la sofferenza drammatica di pezzi antropo-sociali di quotidianità.
La figura principale si apre al pubblico attraverso un racconto che diventa confidenza intima e man mano che la vicenda procede si tinge di dettagli che portano lo spettatore ad una immedesimazione.
I balzi logici interni alla narrazione sono strappi volti a pungolare, creare domande al fine di offrire un ventaglio altro di punti di vista, con al centro i nostri valori, le nostre incertezze, il rapporto con il potere e con la ricaduta che tutto ciò può avere nella nostra vita.
La vicenda narra di un ingenuo idealista che vediamo indifeso nella sua umana drammaticità. Questa condizione lavora sul livello empatico di coinvolgimento dello spettatore e lo spinge ad una vicinanza che emerge nella necessità di ascolto e comprensione, in un’urgenza che muove lo stesso verso una mimesi con le sorti del protagonista.
L’idealista in fondo altri non è che un uomo che cerca nelle relazioni con gli altri un elemento positivo e costruttivo, ma potrebbe essere più semplicemente ogni cittadino che si trovasse nella condizione di dover prendere decisioni vitali anche solo per sé, ma in un sistema votato a mostrare solo il lato protettivo del suo volto multiforme, nascondendo al contempo la sua natura feroce.
Lo spettacolo prende spunto da una lettera scritta dall’autore ai propri concittadini dopo i fatti del 6 aprile 2009 e vuole essere uno strumento di riflessione per accostarsi in modo empatico ed umano a tutti coloro che si sono trovati o si trovano a vivere drammi che si sarebbero potuti evitare o affrontare con maggiore consapevolezza.
Il teatro diventa attraverso la sensibilità e l’ascolto nel qui ed ora del rito un modo per calarci nel quotidiano di persone invisibili.

MARTEDI’ 4 e MERCOLEDI’ 5 GENNAIO ALLE ORE 21.00 presso il TEATRO TRASTEVERE, in Via Jacopa de Sette Soli a

Per info e prenotazioni: 328/0822365  – 06/5814004

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