E “DIEU” CREO’ B.B.

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

E “DIEU” CREO’ B.B.

“Non voglio farmi divorare dal cinema”. Questo è sempre stato il motto di Brigitte Bardot sin da quando Mario Monicelli la “bocciò” con un provino che era venuta a fare a Cinecittà. Va ricordato che questa attrice, direttamente o indirettamente, ha anche condizionato la prosperità delle banche del suo paese. Tanto che il ministro del commercio francese spiava le sue giornate con trepidazione, tirando un sospiro di sollievo quando era annunciato un nuovo film con B.B.. La vendita all’estero delle pellicole in cui era protagonista ha reso alle casse valuta pregiata quanto ne ha portate le vendite della Renault. Sulla Costa Azzurra impose il gusto decadente di “vestir male”. Gusto che ancora sopravvive, peggiorando. La maggioranza della clientela di Saint-Tropez faceva stingere al sole gli indumenti nuovi perché apparissero cenciosi oppure, tocco di raffinatezza, li comprava già usati. Le ragazze che frequentavano la famosa località balneare studiavano la “sciatteria” della diva, con i capelli allentati in spettinato disordine sulle spalle gracili.  Lo stile Brigitte comprendeva anche una tomba in faccia al placido golfo provenzale e nel volgere di pochi mesi il municipio di Saint-Tropez ricevette una quantità di richieste per l’acquisto di terreni cimiteriali, inaugurando la cosiddetta moda del “sepolcralismo”. “Quando cominciai a fare il cinema, recitavo molto male, solo lavorando ho appreso il mestiere. Non ho mai amato molto il lavoro”. Nell’intervista che mi accordò disse: “Mi sono sempre spaventata di fronte all’aggressività di un certo pubblico verso di me. Qualsiasi cosa io faccia prende subito proporzioni internazionali. Io che amo le cose semplici sono sempre stata travolta dagli avvenimenti. Celebre o no, diva o non diva, una donna ha voglia di tanto in tanto di lasciarsi andare, moralmente e fisicamente. E questo non sempre mi è possibile”. Quando le chiesi cosa pensava a proposito dell’Oas, la forza che contrastava la guerra di liberazione dell’Algeria, rispose: “Quella volta, per la prima volta, sono stata contenta di essere celebre. Essere conosciuti conta qualcosa quando la vostra parola, o un vostro atto serve a qualcosa. Quando presi la decisione di dire quello che pensavo ero piena di paura perché mi aspettavo che la gente mi dicesse ‘Di che cosa vuoi immischiarti?’”. Quando Roger Vadim le propose “Dieu créa la femme”, la diva mise subito in chiaro la sua posizione nel cinema. “E’ inesatto dire che io sia una creazione di Vadim. Roger è stato il primo a impiegarmi senza tentare di fare di me un’altra, né una grande attrice né una grande donna”. Brigitte non voleva essere l’incarnazione di Marilyn Monroe. Era la nuova Marilyn perché non le somigliava affatto. Questa diva, “infastidita” dal clamore che l’ha sempre circondata, dopo anni di successo rifiutò molti film che le venivano offerti. Per sentirsi libera smise di firmare contratti e “da quel giorno”, dichiarò, “la vita diventò per me molto gradevole”.
 
 MAURIZIO LIVERANI