E’ QUESTO IL LEADER DELLA MANO TESA

   

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

E’ QUESTO IL LEADER DELLA MANO TESA

Il mondo politico si è retto, per tanti anni, sulle ideologie. La rivelazione che questa concettualità è soltanto una gherminella per la proliferazione di tanti partiti ha prodotto, inevitabilmente, la sfiducia in questa entità. Un terremoto che cambia la politica e la riporta alle sue vere dimensioni. Spende la sua autorità nel Pd Goffredo Bettini rinnovando l’invito a collaborare con i berlusconiani. La politica in un paese spoliticizzato come il nostro somiglia sempre più a un seminario dove tutti vogliono confluire per realizzare il famoso inciucio. Emerge, ad esempio, come espressione di un corpo morto un illustre esponente di un partito che si chiama Azione. Per ora è affetto da presenzialismo televisivo.

Pur essendo molto avvertito nei bisticci ideologici, Luigi Di Maio ha preso la bussola del catamarano grillino, convinto di poter portare l’Italia fuori dallo stato confusionale. Quando un uomo politico ambizioso è preso dall’estasi dell’illimitato-illuminato, dopo aver preteso l’esclusione del leader di Fi nella formazione del precedente governo, si è dimostrato inabile a ogni tipo di collaborazionismo. In superficie sembra vivo e vivace, nel fondo è solo nebbia e fumo.

La sinistra italiana incarna, a fasi alterne, l’anti-Renzi, considerato, qualche tempo fa, da Lucia Annunziata figlio di un “dio minore”. Questo violento colpo di timone è apparso ai più come una straordinaria impresa di pubbliche relazioni. Renzi ha buon gioco di considerarsi statista insigne, idoneo a misurarsi con i grandi avvenimenti storici. Che cos’ha di tanto dirompente questo astuto fiorentino? Nella sinistra si allevano dirigenti di scarso rilievo mentre lui perpetua semplicemente se stesso mettendosi al vertice di una forma associativa dove procurarsi scatti di grado con un altro partito. E’ il leader della mano tesa.

 

MAURIZIO LIVERANI