IL FUTURO DELL’EUROPA POST BREXIT

di Barbara Soffici

A Ventotene forse si sono riscritti i destini dell’Europa. Italia, Francia e Germania, unite, intendono rilanciare le sorti dell’Unione. Sembra proprio che Renzi, Hollande e Angela Merkel, siano riusciti nel vertice, ad accordarsi sul modo di procedere per arginare le tante emergenze e la crisi determinata dal Brexit. Per rispondere al senso diffuso di insicurezza i tre hanno fissato dei punti chiave: sicurezza e difesa comune, un piano d’integrazione e di contenimento dei flussi migratori in Africa e infine un progetto per l’occupazione giovanile e per la crescita che, al dire il vero, ha visto il premier italiano e quello francese solidali contro l’austeritĂ  e il rispetto dei parametri imposti dalla Ue predicati dalla cancelliera tedesca. “Non vogliamo decidere per gli altri Stati, ma il nostro ruolo di grandi Paesi ci spinge a impegnarci per condurre l’Europa verso un futuro di unitĂ  e coesione, scoraggiando egoismi e frammentazione” ha dichiarato Hollande. Di fatto però a Ventotene sembra si sia vagheggiata anche la possibilitĂ  di costruire un “direttorio politico” composto dalle nazioni fondatrici delle prime istituzioni europee (ComunitĂ  Europea del carbone e dell’acciaio e il Mercato Comune Europeo) per accelerare “la creazione dell’unitĂ  politica continentale”: oltre alle giĂ  citate Francia, Italia e Germania, ne farebbero parte anche il Belgio, Olanda e Lussemburgo.  Così si pensa di sostituire un’Europa divisa sul piano economico in Paesi del Nord (ligi all’austeritĂ  e capeggiati dalla Germania) e Paesi del sud (con problemi di bilancio) con un’Europa divisa, questa volta, sul piano politico, dei diritti di cittadinanza. Sempre, ovviamente, in nome dell’unitĂ  e della coesione, sempre scoraggiando egoismi e frammentazioni….

Barbara Soffici