GIUSTIZIALISMO ELASTICO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

GIUSTIZIALISMO ELASTICO

“E’ meno male non aver leggi – ha lasciato scritto Ugo Foscolo – che vederle violate ogni giorno”. Questo assioma ci è tornato in mente meditando sulla condotta dei magistrati dal caso Palamara a oggi. L’italiano va convincendosi che il vuoto mentale è preferibile in un Paese dominato, nel tempo, dal fascismo nero, poi dal fascismo rosso e ora dall’oppressione giudiziaria. Un nichilismo perbenistico consente un qualunquismo civile e una freddezza emotiva. Il nostro Stato è un vuoto simulacro; quando parla il presidente della Repubblica si ha la sensazione che faccia la pubblicità di un prodotto. L’Italia è destinata alla durata dell’”agonia dell’indistruttibile”, per dirla con Emil Cioran, alla più piatta ripetitività. I cittadini politicamente sono inascoltati. Il cattocomunismo ha portato l’assenza, il disinteresse per la volontà del popolo alle estreme conseguenze. L’assenza di qualunque controllo politico ha fatto nascere una visione burocratica-carceraria del potere; il funzionario e il burocrate sono inamovibili, perché nel cattocomunismo sono pezzi da novanta. Il primo ad accorgersene è stato Silvio Berlusconi messo a sfrigolare nella teglia degli intrighi con il proposito di farlo bruciare rendendolo alla fine inservibile. Il sospetto che vogliano fare di Attilio Fontana un “ramo secco” diviene ogni giorno di più certezza. Nel frattempo la situazione, grazie anche al Corona virus, sta diventando incontrollabile. I cattivi maestri, tra i magistrati provvisti di furbizia ma non di genio, sono tra i colpevoli di questa Italia terremotata e terremotabile.

Solo adesso viene riconosciuta a Silvio Berlusconi una grande personalità capace di porsi al confine tra destra e sinistra. Si teme che voglia “restaurare” il liberismo, ma al momento di decidersi, cioè ora, si è accorto che il vero e unico liberale è lui. Gli altri, i simulatori, hanno ingigantito piccoli meriti, ma nel tempo hanno manifestato di essere soltanto delle comparse pronte a tutti gli usi. Oggi, l’elettore più avveduto che crede nel liberalismo ha un solo leader. L’uomo di Arcore non si lascia prendere da impulsi appassionati per la Lega e per i FdI; preferisce rendersi solitario, l’unico portabandiera che ha come principio quello di tenere lontano i bricconi.
 
MAURIZIO LIVERANI