GLI SBERLEFFI DELLO SCETTICO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

GLI SBERLEFFI DELLO SCETTICO

Sembra che l’invasione del virus abbia finalmente convinto milioni di persone ad accettare la massima di Emil Cioran e non si avrà più vergogna di dire: “Non ho ancora digerito l’affronto di essere nato”.

Le massime dell’autore de”L’inconveniente di essere nati”, grazie alla pandemia, escono dall’oscurità in cui sono state tenute per lungo tempo. Eccone alcune:

“Mi piacerebbe essere libero, perdutamente libero. Libero come un nato morto”.

L’Occidente: “Un marciume che sa di buono, un cadavere profumato”.

“Avere sempre fallito in tutto per amore dello scoraggiamento”.

“Checché se ne dica, la morte è ciò che la natura ha trovato di meglio per accontentare tutti”.

“Non c’è posizione più falsa dell’aver capito e rimanere ancora in vita”.

“Per vincere il panico o una inquietudine tenace non c’è nulla di meglio che immaginare la propria sepoltura”.

“L’essere è sospetto. Che dire, allora, della vita, che ne è la deviazione e l’avvilimento?”.

“Il talento è un ostacolo alla vita interiore”.

“Sarebbero necessarie tirannie di breve durata, che servissero a sospendere qualsiasi attività intellettuale. La libertà di espressione senza interruzione alcuna espone i talenti a un rischio mortale, li costringe a prodigarsi oltre alle loro risorse e impedisce loro di accumulare sensazioni ed esperienze. La libertà senza limiti è un attentato contro lo spirito”.

“’Me ne infischio di tutto’ – se queste parole sono state pronunciate, anche una sola volta, freddamente, con perfetta cognizione di che cosa significano, la storia è giustificata, e con essa noi tutti”.

“Per sottrarre la parola ‘grandezza’ al rischio della magniloquenza bisognerebbe servirsene solo a proposito dell’insonnia e dell’eresia”.

“Un’esistenza costantemente trasfigurata dal fallimento”.

“Se fossi vissuto agli albori del cristianesimo ne avrei, temo, subito la seduzione. Odio quel simpatizzante, quel fanatico ipotetico, non mi perdono l’adesione di duemila anni fa”.


MAURIZIO LIVERANI