IL POTERE? SI DA’ SOLO AI RICATTABILI

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

IL POTERE? SI DA’ SOLO AI RICATTABILI

Il Tommaseo dice che uno scandalo può accadere o avvenire o seguire. Nel primo caso si presenta con i segni della gravità morale; nel secondo dall’idea che non è nato per colpa deliberata; e nell’ultimo caso che è stato preparato con atti sapienti e molteplici. Il nostro campionario è intero perché abbiamo scandali che accadono, altri che avvengono, altri ancora che seguono e infine gli scandali aridi che non scoppiano e non trovano castigo. Quelli legati alla nomina del premier Conte possono preludere a un grosso bottino da utilizzare. Per impedire che si ripeta il solito andazzo, la Banca europea ci ha accordato milioni di euro con l’intesa di conservare questo governo sino alla fine della legislatura. Intanto si tenta di far tacere ogni tipo di scandalo. Perdura la censura sociale che esclude i non conformisti dalle carriere, dai posti televisivi, dal “successo”; l’autocensura che gli italiani hanno introiettato in famiglia e nelle scuole. La moralità, che il nostro presidente della Repubblica cerca di arginare, è appannaggio dell’”omo italicus”. Il premier Conte è stato messo lì secondo la ciclopica visione dei partiti che vivono di greppie statali. Anche gli scagnozzi vi sanno attingere senza che un brivido di orrore increspi la loro coscienza. I partiti cercano i loro uomini non per i loro meriti o i loro titoli ma per la capacità innata che rivelano nel rifornire la propria parte di denaro e di voti. Destinato da una concertazione politica a dirigere l’Italnoleggio, il sottoscritto fu convocato dal ministro dello Spettacolo, il compianto Matteo Matteotti con il quale collaboravo, e rimproverato per “non aver nulla sul proprio conto”; in sostanza, nessuna colpa. Di conseguenza quella carica mi era preclusa. Replicai scherzosamente: “Dammi tempo, colmerò la lacuna”. Troppo tardi. Il posto destinato a me andò a un regista, già aiuto di Luchino Visconti, specializzatosi nel “firmare” film hollywoodiani per far loro ottenere, con la nazionalità italiana, le provvidenze di legge. Non scopro alcun altarino perché lo scandalo di “italianizzare” film stranieri per coprirli di sovvenzioni è conosciuto da tutti nel mondo dello spettacolo. 
 
MAURIZIO LIVERANI