IN UN MONDO FEROCE

IN UN MONDO FEROCE

Elena Arvigo sarà in scena al Teatro Argot dal 2 al 5 febbraio, con “4:48 Psychosis”, di Sarah Kane, traduzione di Barbara Nativi e regia di Valentina Calvani. La Arvigo, attrice e regista di grande esperienza e intensità, torna all‘ Argot dove aveva debuttato con questo spettacolo nell’Ottobre del 2010. La Arvigo ha dichiarato: “Con questo spettacolo si era interrotto un flusso magnifico nel 2020. Lo spettacolo – dopo 10 anni era stato “nominato” alle maschere del Teatro nel 2019 – questo aveva creato un po’ di movimento e avevamo davanti un anno pieno di lavoro. Ogni cosa si è interrotta nel 2020. Proviamo ad andare avanti con più forza ancora e iniziamo il 2023 esattamente da dove ci eravamo interrotti e con una grande emozione – proprio nel luogo dove abbiamo debuttato nel 2010 e con la novità produttiva: la compagnia Elena Arvigo “che riallestisce questo spettacolo. Tante cose ho nel cuore e vorrei dire. Ne dirò solo una: Sono grata a me di avere ancora un po’ di incoscienza per continuare e ne auguro altrettanta a tanti amici cari e colleghi che continuano a fare teatro – nonostante. Ne aggiungo un ‘altra: portare Sarah Kane In scena mi pare il modo più intenso possibile per parlare di speranza e ascolto in un mondo così feroce. Questo mio innamoramento per la Kane dopo così tanti anni è più grande e sempre le sarò grata per questo gioiello sorprendente “

Lo spettacolo, che ha ottenuto numerosi e straordinari consensi dalla critica, è una partitura lirica, una sinfonia sull’amore e sull’assenza di amore attraversato in versione integrale da Elena Arvigo che dà voce e corpo ad uno dei testi più controversi, assoluti e intimi del teatro contemporaneo mondiale. 4:48 Psychosis non aderisce alla forma teatrale convenzionale: La parola della Kane, autrice rivoluzionaria è flusso di pensiero: 24 quadri in cui non ci sono indicazioni per la messa in scena né temporali né psicologiche. 4:48 Psychosis descrive il luogo senza confini, senza le barriere che dividono la realtà dall’immaginazione. 4:48 Psychosis racconta la fragilità dell’amore, la ribellione dall’ordine costituito, la tenacia di fronte all’irrinunciabilità della speranza sentimentale. 4:48 Psychosis non è dunque l’ultima lettera di un suicida ma una preghiera, una richiesta di ascolto e di amore. 4:48 Psychosis perché viviamo in una società sorda, anestetizzata in cui non c’è spazio per emozioni così estreme, forti, devastanti. Una società che si ostina a “voler curare”, invece che “prendersi cura”. C’è bisogno di un teatro che risvegli “nervi e cuori” e 4:48 Psychosis porta alla luce il desiderio di speranza celato nel disagio, offrendo al pubblico l’opportunità di riscoprire il senso di compassione e umanità affinché la speranza diventi una possibilità mai più tradita. Questa lettura di 4.48 Psychosis non vuole essere uno spettacolo sulla follia ma uno spettacolo luminoso, un inno alla vita, nonostante la consapevolezza del suo essere effimera e sfuggevole riscoprendo così il senso vitale che abita ogni stato di dolore. Lo spettacolo è stato scelto nel 2019 come unica rappresentazione teatrale all’interno della rassegna “Im much fucking angrier than you think “. Il teatro di Sarah Kane vent’anni dopo “convegno organizzato dal Teatro Mercadante di Napoli in collaborazione con L’Università L’Orientale e curata dal prof Roberto Davascio.

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