ITALIA E LIBIA: UN PROGETTO PER LA SANITA’

ITALIA E LIBIA: UN PROGETTO PER LA SANITA’

Il Rettore di UniCamillus Gianni Profita ha incontrato l’Ambasciatore della Libia in Italia Muhanad Younus, nella sede dell’Ambasciata libica a Roma, in via Nomentana. Prosegue così il lavoro dell’Università Medica Internazionale di Roma per instaurare saldi rapporti di amicizia con il paese nord africano, per lo sviluppo di possibili collaborazioni nella formazione di professionisti nel campo medico-sanitario.

Ricostruzione del sistema sanitario libico   Dopo il grande successo dell’iniziativa tenutasi a Tripoli la settimana scorsa, per la firma dell’accordo con il Centro di Medicina e Sostegno d’Emergenza libico (EMSC), promossa insieme Policlinico Di Liegro nell’occasione rappresentato dal Prof. Iannuzzi Mungo, è stata ribadita in questa nuova circostanza la reciproca volontĂ  di collaborare sul piano accademico e scientifico. UniCamillus intende dare il proprio contributo nella ricostruzione e stabilizzazione del sistema sanitario libico, partendo dalla formazione di personale professionale in grado di far fronte alle esigenze di un paese che si sta lasciando alle spalle anni difficili.

Acquisire competenze mediche per aiutare il proprio Paese “Dare la possibilità a giovani provenienti da paesi in via di sviluppo di venire in Italia per acquisire competenze da spendere per migliorare le condizioni del proprio paese di origine è una delle missioni su cui si fonda l’operato stesso di UniCamillus”, ha dichiarato il Rettore dell’Ateneo.

“Riteniamo molto utili questi scambi fondati sulla scienza e sull’accademia per sviluppare i rapporti tra i nostri due paesi” ha aggiunto l’Ambasciatore Younus che ha continuato: “Il colloquio è stato utile ad entrambe le parti per definire i possibili ulteriori sviluppi collaborativi a partire proprio dall’interscambio di studenti”. Da un lato, infatti, si vuole dare ai futuri medici libici la possibilità di venire in Italia per ultimare la propria formazione e acquisire competenze da riportare poi nella propria terra, dall’altro anche gli studenti italiani potrebbero avere così l’occasione di vedere da vicino cosa significa operare in condizioni di emergenza, mettendo alla prova sul campo le proprie capacità e portando direttamente in loco il proprio contributo professionale.

“Meno cannoniere, piĂą conoscenza e benessere”  L’Ambasciatore Younus e il Rettore Profita hanno inoltre parlato dell’idea di lavorare ad una vera e propria universitĂ  del Mediterraneo che sia in prima battuta rivolta a studenti dei Paesi del bacino mediterraneo. Un progetto di ampio respiro che si fonda sulla convinzione condivisa che cementare le relazioni intra-mediterranee sulla base dell’eccellenza universitaria possa essere un volano importante per favorire il dialogo interculturale e, non ultimo, per agevolare la diplomazia tra Paesi accomunati e resi vicini dalle tante sponde del mare.

“La politica estera oggi più che mai ha bisogno di meno cannoniere e più mezzi di diffusione di benessere e conoscenza”, ha aggiunto ancora il Rettore Gianni Profita, “Come Università siamo orgogliosamente in prima fila per contribuire a portare avanti questi principi di condivisione e collaborazione, facendoci promotori di idee e progetti che speriamo possano moltiplicarsi molto presto”.