L’ AMICO DI TRUMP

 

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI
L’ AMICO DI TRUMP

E’ il momento di Giuseppe Conte, divenuto popolare per volontà del Coronavirus che provoca centinaia di morti ogni giorno. Il premier si giova dell’”assist” di Donald Trump che ha fatto sapere al mondo di essere suo amico. Conte si è avvolto nel culto della personalità; grazie ai divieti si è messo al di sopra delle parti.

Questa mascherata della politica sta dando all’Italia l’instabilità del “rigor mortis”. Il premier viene additato come torturatore della libertà, soprattutto dai sacrestani che mal sopportano la commiserazione degli atei.

“E’ meno male non aver leggi”, ha lasciato scritto Ugo Foscolo, “che violarle ogni giorno”. Di qui la necessità di una nuova classe politica.

il premier, scoraggiando chi gli chiede la rimozione, ha il vantaggio di non avere una connotazione politica precisa. E’ la prima volta che un senza partito diventi un personaggio rappresentativo. Se lo si abborda da destra ci presenta la faccia di sinistra; se si affronta da sinistra propone l’altra, quella di destra.

Giuseppe Conte si considera un “atout” irrisorio nel furioso poker della politica. Per lui si prepara uno splendido isolamento da cui partire per salire in alto.

I divieti introdotti dal governo condannano le attività dello spettacolo alla crisi. I cineasti e i teatranti sono stipati nella cassapanca dei robivecchi.


 MAURIZIO LIVERANI