L’EQUIVOCO DELLE GUERRE INTESTINE

di Barbara Soffici

Dopo giorni di guerre intestine per la supremazia interna, o meglio per “specifici interessi”, con conseguente “tormentone” sulla reale possibilità di scissione del Pd, alla fine le dimissioni formalizzate da Matteo Renzi hanno dato il via alla preparazione del Congresso. La direzione del partito, priva forse della rappresentanza della minoranza, dovrà decidere ora sulle commissioni di garanzia e sulla data per le primarie. Le due anime del partito, quella comunista e quella democratica progressista, dopo anni di compromessi, dopo numerose “crisi di rigetto”, ora si dovranno affrontare in campo aperto.  Si aprono quindi le ipotesi sul dopo. Alcuni sostengono che da questa prova la sinistra uscirà indebolita, forse non riuscirà più a costituire “l’unica alternativa di governo al M5s”; ma c’è anche chi è propenso a pensare che il Congresso permetterà proprio a Renzi di “dimostrare” alla minoranza di avere in mano non solo “il partito”, ma anche “la sua eredità”.  Una possibilità che non può essere accantonata, dal momento che già aleggiano venti di ripensamento tra i ribelli.  L’istituto demoscopico Swg di Trieste fa sapere che una scissione non intaccherebbe la stabilità del partito; che il Pd post scissione, potrebbe registrare subito il 31% di consensi con la possibilità di acquistarne altri, moderati; mentre un nuovo partito di sinistra, nato dalla costola dei dem, potrebbe assicurarsi all’inizio solo il 3-4%, ma potrebbe avere buone prospettive per riprendersi molti consensi dei “delusi”, passati al M5s.  Alla fine, correndo per le politiche, ricompattandosi in coalizione, l’area di sinistra avrebbe perciò più possibilità di superare sia la coalizione di destra che il M5s, sempre più diviso grazie alla “confusione” registrata al Campidoglio. Ben vengano quindi le “guerre intestine” e gli equivoci che generano…

Barbara Soffici