L’EUROPA SI DIVIDE SULLA VELOCITA’

 di Barbara Soffici

Il vertice informale di Versailles tra Mariano Rajoy, Francois Hollande, Angela Merkel e il nostro premier Paolo Gentiloni ha segnato chiaramente sia l’unità sia la divergenza di intenti esistente tra Spagna, Francia, Germania e Italia sui temi della sicurezza e della difesa, della incontrollata immigrazione clandestina e della solidarietà sociale. Quell’incontro tanto atteso, volto a rinnovare la “comunione di spirito”, l’identità occidentale e la “sovranità europea”, ad “arginare i populismi anti europeisti” sponsorizzati anche da Putin, a contrastare gli effetti della Brexit e della politica americana, ha sollevato, dietro a tante parole di condivisione del progetto europeo, la mancata volontà di integrare i 27 Paesi dell’Eurozona sul piano economico e finanziario. I quattro premier hanno, infatti, trovato un accordo su un piano di integrazione differenziato perché “alcuni Paesi possono andare avanti più rapidamente degli altri” e non è giusto frenarli per aspettare quelli che non riescono a stare al passo sulla crescita. Parte così un nuovo ordine “a diversi livelli di integrazione”; da ora in poi si potrà programmare lo sviluppo e la crescita a piccoli gruppi, sempre sotto la leadership della Germania. Sul piano della difesa, invece, è stato varato il primo commando unificato dell’Unione per “aumentare le sinergie”.  Intanto gli Inglesi se la ridono sotto i baffi, convinti che il nuovo ordine a “geometrie diverse” riuscirà a far crollare l’Europa prima dell’uscita definitiva della Gran Bretagna dalla Ue.

Barbara Soffici