L’UMBERT BOCCIA SALVINI

di Maurizio Liverani

La possibilità che si vada a elezioni anticipate ha chiarito una rivalità: quella tra Matteo Salvini e Umberto Bossi. A Roma sostengono che Bossi è “’na forza”. Diciamolo pure: ai “coatti” romani, sotto sotto, Umberto piace, soprattutto quando ricorda la canzone che dice: “Roma capoccia der monno infame”. Lo considerano adatto al cinema dialettale; una pura astrazione comica come Totò. Un tipo, cioè, o un carattere proveniente dalla commedia dell’arte. Potrebbe avere, più che un avvenire politico, un destino cinematografico. In politica è un personaggio revocabile, nel cinema diverrebbe personaggio principale. L’arte del far ridere conosce, in Italia, un federalismo; prevale in questo momento la maschera della comicità; popolare quando il prescelto ha l’aria del “coatto”. Sul versante toscano del cinema, oltre a Roberto Benigni, di “coatti” se ne incontrano anche troppi. Ridiamo della loro “drittaggine”; sotto traccia i loro vizi sono i nostri e a riderne si finisce per  vederli in una luce accattivante. Già Fellini, con “Roma” e “Prova d’orchestra”, aveva colto la stanchezza “coatta” del dinamismo politico della Capitale. Matteo Renzi ha prevalso sugli avversari con larga maggioranza perché la minoranza è, appunto, avvolta da una stanchezza “coatta” che sta imponendosi, scalzando il vecchio dinamismo politico della Capitale. In questo Pd c’è un sublime odore mortuario, espresso da Bersani e D’Alema, divorati con gli anni dal verme solitario del coattismo; sembra che il loro cervello sia educato a non fare servizio. Un tempo a sinistra si aspettava che l’Umbert tornasse a essere una “costola” del comunismo e che riprendesse a insultare l’uomo di Arcore con il suo famoso Berluskaiser. Il mondo politico dell’Unione europea è privo di intrinseco merito; nello stanzone in cui siedono i rappresentanti di tutti i partiti si sono concentrati uomini senza qualità. Umberto Bossi, al posto di Salvini, rappresenterebbe la zona surreale, l’imponderabile, il grottesco, l’inverosimile. Nella politica, con le sue esternazioni, ricorda uno spacconesco capitano di ventura; tra i politici da palcoscenico è un “coatto” autentico. Cattura la divertita attenzione degli italiani.

 

Maurizio Liverani