NOSTALGICI DI RATZINGER

di Maurizio Liverani

La sostituzione di Benedetto XVI con Francesco appartiene alla sfera dei fatti incomprensibili. Sono passati diversi anni e l’ex papa è in buona salute. E’ stato “rimosso” per motivi misteriosi nel momento in cui aveva un grande carisma; era impegnato, con una volontĂ  teutonica, a condurre a perfezione la specie umana che per il comune credente si migliora soltanto con la fede. La scelta del cardinal Bergoglio a divenire papa ha lasciato sconcertati chi in Ratzinger ammirava la straordinaria intelligenza. La Curia pare gli abbia affidato la finanza del Vaticano. In una breve, forse non prevista, apparizione  un esperto economista se ne uscì con questa frase: “Papa Ratzinger piĂą che il Nobel per la fede meriterebbe quello per l’alta finanza”. La rivelazione in video deve essere costata la rimozione dell’incauto giornalista, comunque non fu piĂą riproposta per questioni di opportunitĂ . La finanza papale, infatti, è oggetto di ammirazione da parte dei grandi baroni della moneta. Si vorrebbe sapere a questo punto perchĂ© un papa così capace, dotato di grande raziocinio e di volontĂ  di condurre -come scrisse Giuliano Ferrara- a perfezione la specie umana sia sia dimesso accusando problemi di anzianitĂ  e di salute. Alcuni non credenti, grazie proprio a Ratzinger, in un’epoca di smarrimento come la nostra, hanno scorso in cielo una croce nella quale spiccano quattro parole: “In hoc signo vinces”, affascinati da quel “vinces” che va di pari passo alla ritrovata fede nell’alta finanza. Nel mondo cattolico si voleva, dopo tante torbide rivelazioni, il ritorno a una fede non soggetta all’affarismo, ma a un revival di stampo piĂą popolare. Per riaccattivarsi le simpatie dei poteri forti, l’uomo d’affari, come il rivoluzionario che fa a cornate con i ricchi, come un gorilla depresso, gioca la carta della compunzione, quella della credenza religiosa. La sintesi è questa: un sorso di socialismo, uno di marxismo non perentorio, una strofinatura populista mescolati all’acqua piovana del liberalismo e alla polvere Idriz sui “valori dell’uomo”; ecco la gazosa offerta a “usum cristianorum”.

Maurizio Liverani