OLOCAUSTO CONTINUO

di Maurizio Liverani

Il reparto angoscia si arricchisce ogni giorno di più grazie all’insopportabile estensione del terrorismo islamico. Si accentua la collera degli sconfortati, degli avviliti, dei prostrati, degli sfiduciati. La Chiesa, con in testa il suo gran visir, non è estranea a questa generalizzata rovina. Fedeli cattolici sono massacrati dalla furia di fanatici mussulmani; di olocausti di cristiani si parla ogni giorno. Il Vaticano non fa sentire la sua voce di condanna. Il Papa sembra non accorgersi di queste barbarie, dell’ostilità tra cattolicesimo e integralismo mai sbollita. La brutalità tra queste due religioni accompagna il mondo sin dalla nascita. E’ ora che Dio, attraverso il suo portavoce, assuma le sue responsabilità; così pensa chi crede in lui. Il cattolicesimo predica, con Papa Francesco, una comprensione tra due religioni in contrasto con i postulati della mentalità contemporanea. Si ha la sensazione che questo pontefice voglia che l’individuo e la collettività cattolica si rassegnino inerti ai mali del mondo attuale. Vivere nello spirito del tempo, invece, significa rifarsi – a proposito del terrorismo – a quel “giusto sdegno” che si ritrova nel Vangelo; esprime il desiderio di reagire agli oltraggi e ai comportamenti vessatori che provengono da altre religioni. Tutte le fedi basate sul dogma, quando si fanatizzano, vedono nei credenti di altre religioni degli infedeli da sopprimere. Le religioni per loro natura sono dogmatiche. E’ rarissimo, e solo per brevi periodi, che trovino un terreno di conciliazione. Al riaccendersi di rivalità si approfondisce la divaricazione; più profondi diventano l’odio e l’incomprensione reciproca. Le parole del Papa non hanno nulla di rassicurante; anzi, fanno pensare alla disfatta di un condottiero.

Maurizio Liverani