PENSIERI IRRIVERENTI

di Maurizio Liverani

Sentirsi sicuri mentalmente e anche materialmente: questo è il grande quesito, l’unico e vero ideale dei capi del Pd. Alla propagazione di sicurezza ha sempre contribuito la Cia che ha loro affidato, quando si chiamavano diessini, per tutto il tempo della guerra del Kosovo, il monopolio del potere perché “gestissero” questo conflitto senza timori. Ora questo monopolio, dopo aver dato i suoi frutti, grazie al servilismo dei governi, non passerà in altre mani. E’ la prima conferma che il premier Gentiloni ha ricevuto direttamente dal nuovo presidente degli Stati Uniti. La Cia non lascerà mai cadere un governo utile sullo scacchiere delle guerre; la partita di Paolo Gentiloni è già vinta sul tavolo della “sovranità limitata”. I poteri occulti manovrano, nel nostro Paese, in combutta con i servizi segreti americani per ciò che serve loro, come nel caso della fine di Moro e di tante vicende oscure della recente storia italiana. Negli Usa hanno bisogno che in Italia governino uomini prudenti e servili; Craxi e Andreotti non “andavano” bene. Il primo, a più riprese, ha tutelato gli interessi della dignità nazionale come a Sigonella; il secondo, con la sua Ostpolitik, dava non poco sui nervi ai “poteri occulti” al di là dell’oceano. Il rapido ingresso dei post-comunisti nel “campo governativo” è ammonimento agli oppositori di questa politica e, in ossequio alla “sovranità limitata”, Trump ha rassicurato il nostro premier riaffermando l’aiuto statunitense dal pericolo di partiti recalcitranti. Nel futuro immediato Gentiloni può vivere sonni tranquilli. I berlusconiani sono divisi soltanto su quisquilie e conflitti intestini. Basterà distribuire, come beneficenza, poltrone a questo o a quel partito che esercitano un’opposizione di sostegno. A conferma di questa impostazione, il governo attuale non ha nulla da temere dal “pericolo” magistratura che si è resa conto di come “un eccesso di giustizia è spesso un’ingiuria”; lo dice Montaigne. Nel caso che fa gran chiasso in questi giorni ci si è “affidati” a pentiti inaffidabili sino a produrre la sensazione che sia soltanto un finto “gioco al massacro”.

Maurizio Liverani