PIERO TOSI AL PALAEXPO: LA BELLEZZA E’ NEL COSTUME

Si inaugura il 15 ottobre al Palazzo delle Esposizioni la mostra “Piero Tosi. Esercizi sulla bellezza. Gli anni del CSC – 1988-2016” aperta fino al 20 gennaio 2019. Si accederà con biglietto unico, potendo visitare anche l’altra mostra attualmente allestita, quella sulla Pixar.

Durante la mostra il Palaexpo ospiterà anche una rassegna di film ai quali Tosi ha lavorato, intitolata “Il Senso del cinema”. Sembra un titolo generico ma in realtà allude a “Senso”, il film di Visconti che inaugurerà  la rassegna e che è il primo vero capolavoro di Tosi.

Tosi è nato nel 1927 ed è considerato il più grande costumista della storia del cinema italiano, e uno dei più grandi del cinema mondiale. Ha lavorato con Visconti, in primis, e gli altri suoi due registi “di riferimento” sono stati Zeffirelli (che lo convinse a trasferirsi da Firenze a Roma e a intraprendere di fatto il mestiere) e Bolognini. Ma ha fatto film anche con Amelio, Antonioni, Pasolini, Wertmuller, Cavani… e ha sviluppato un buffissimo rapporto di odio/amore con Fellini, con il quale ha lavorato poco e saltuariamente nonostante Fellini tentasse di incastrarlo praticamente ad ogni film.

La mostra però non riguarda i film né gli spettacoli teatrali fatti da Tosi, bensì si impernia esclusivamente sul suo lavoro di docente al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tosi ha cominciato a insegnare al CSC nel 1988, chiamato da Lina Wertmuller e Caterina d’Amico, ed è stato docente di riferimento del corso di Costume fino al 2016 (gli è succeduto in questo incarico Maurizio Millenotti, altro grande della professione). Nel corso di questi anni di lavoro Tosi creò una sorta di “modulo” didattico, oggi diremmo un format, che è appunto raccontato nella mostra: essendo un filologo dell’abbigliamento, ed essendo in grado di distinguere un bottone in uso nel 1864 da un altro in uso nel 1870, Tosi ha realizzato negli anni una serie di seminari dedicati a specifici periodi storici della moda e dell’abbigliamento italiani. In questi seminari – definiti “di costume trucco e acconciatura”, perché si estendevano al trucco, al lavoro sul viso, alle pettinature – erano coinvolti gli studenti di Costume e quelli di Recitazione: in sostanza, venivano creati – a volte con l’appoggio di sartorie esterne, come la famosa Tirelli, a volte solo con forze interne – dei costumi basandosi su fonti iconografiche molteplici, dalla pittura alla fotografia d’epoca, che poi venivano indossati dagli allievi e soprattutto dalle allieve di recitazione. Questi costumi creavano dei veri e propri “personaggi”. Tanto per esser chiari, NESSUNO di questi costumi è stato poi usato per dei film: la mostra sarà il loro… debutto, nessuno li ha mai visti al di fuori del CSC. A questi seminari hanno partecipato alcune attrici (allora allieve del CSC) poi divenute famose: Alba Rohrwacher, Carolina Crescentini, Paola Minaccioni, Claudia Zanella, Valentina Di Sarno; ma anche studentesse di Costume e persino alcune impiegate del CSC i cui volti avevano colpito Tosi per il loro essere “ottocenteschi”, o comunque vicini all’iconografia di epoche lontane. Ad esempio, per il seminario sul ‘400 Tosi coinvolse un’attrice adulta e già famosa, Barbara Bouchet (con la quale aveva lavorato in “Per le antiche scale” di Bolognini): e la acconciò come una “madonna” del ‘400, ispirandosi ad alcune tele di Piero della Francesca. Tra l’altro, le due foto di Barbara Bouchet sono tra le più belle della mostra e del libro.

 

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