PIMPA E MAFALDA, CHE BIMBE!
A Roma, dal 14 maggio all’11 luglio 2026, presso la Sala Dalí di Piazza Navona, le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa si incontrano per la prima volta in un’unica esposizione realizzata da ARF! Festival e Instituto Cervantes di Roma — in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. agenzia letteraria — rinnovando l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto di Roma.
A inaugurare la mostra, curata da Stefano Piccoli (S3Keno) e Daniele Bonomo (Gud) per ARF! Festival nell’ambito della sua XII edizione, giovedì 14 maggio alle ore 17.30, sarà il Maestro Altan, che incontrerà il pubblico per un talk e una sessione di firmacopie.
“Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti” è il filo invisibile che attraversa l’esposizione, dove Mafalda e Pimpa, due protagoniste amatissime che hanno attraversato generazioni, generi e mode, si fronteggiano come due modi diversi e complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.
Da un lato Mafalda, la bambina dai capelli corvini creata da Quino, osserva il quotidiano con lucidità disarmante. Le sue domande sono semplici solo in apparenza, perché mettono in crisi la grammatica stessa del mondo adulto: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Anche nei dettagli più ordinari – come il suo celebre e ostinato rifiuto della minestra – emerge la sua insofferenza verso tutto ciò che appare ingiusto, imposto, conformista. Mafalda non consola e non addolcisce: Mafalda illumina. Dall’altro lato la Pimpa, nata dalla mano di Altan, abita un universo in cui la scoperta è continua, ma mai minacciosa. Il suo mondo è fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile. Anche quando si avventura nell’ignoto, la Pimpa torna sempre a casa da Armando, figura adulta rassicurante: qui l’infanzia non è una domanda aperta sul dolore del mondo, ma una possibilità di relazione e meraviglia.
Ne nasce un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie. Due modi diversi di usare la semplicità come forma di verità. Nate in contesti lontani, Pimpa e Mafalda arrivano insieme a Roma in una mostra che invita a rileggere l’infanzia non come territorio minore, ma come punto di osservazione privilegiato sulla realtà. Un dialogo tra poetiche e generazioni che conferma la capacità del fumetto di parlare a bambine e bambini, genitori, nonni, lettori di ieri e di oggi.
Come sottolinea Daniele Bonomo: “Vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole de La Pimpa ha una doppia valenza. Da una parte l’importanza di ripercorrere insieme la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra parte rivivere più di cinquant’anni della nostra Storia attraverso gli sguardi, i segni e le parole di Quino e Altan, due grandi Maestri del nostro tempo.”