POLITICI BAMBOCCIONI

di Maurizio Liverani

“E’ più facile accettare il crimine sporadico che l’ottusità permanente”, ha detto una volta Guido Ceronetti. Il momento è, per l’Italia, certamente il più desolante dal dopoguerra in poi. Cosa pensare del movimento pentastellato che, dopo aver illuso milioni di italiani, ha posto Virginia Raggi in vetta del Campidoglio; costretta a restarci dai bamboccioni del suo movimento che altrimenti, già dimezzato, scomparirebbe di colpo. Viviamo in un Paese infestato da partiti ormai ridotti al lumicino. Il M5S è un ordigno che presto esploderà. Se poi andiamo nel Pd annotiamo la meschinità di una porzione del partito che, incurante del momento difficile del Paese, è impegnato a eliminare dalla scena l’unico leader popolare dopo l’epoca felice del Pci di Togliatti e di Berlinguer. La disistima del popolo della sinistra verso la politica è totale; non ci vuol molto a condividerla, basta guardare gli show-odio che, per fortuna, hanno ascolti bassissimi. La burocrazia plebea sopravvive nel Pd con dei capoccia molto astuti nel darsi lo sgambetto per ragioni di potere. L’operaio non è più rivoluzionario; più cade in miseria più porta in sé sentimenti di rassegnazione. Chi dispone dei mezzi materiali di produzione fa appello alle classi povere perché tengano viva la speranza. Al processo economico dello sfruttamento si accompagna quello della sottomissione. I pezzi pregiati della nostra industria espatriano, come i giovani laureati che credono nella loro professione. La televisione si ostina a proporre intrattenimenti fatui e analfabeti, infischiandosene delle calamità che hanno colpito il Paese. Si è approfondita la divaricazione tra “potere legale” e “paese reale”. Le autorità ecclesiastiche cercano di rinsaldare la fede nella speranza; si va affermando la paura che l’italiano diventi sempre più scettico, apatico e faccia sua la fredda sentenza di Samuel Beckett “nulla è più reale del nulla”. La grande anomalia dell’Italia è che la politica non è ”interessante”. Così com’è concepita oggi è spregevole. I signori della lottizzazione non hanno nulla da dire e da insegnare alla nazione; i protagonisti urlano e si insultano.

Maurizio Liverani