POUND GRANDE E SOPRATTUTTO LIBERO

di Maurizio Liverani

In Italia il grande poeta Ezra Pound è tuttora un caso. La politica con le sue strumentalizzazioni si è appropriata di lui sconsideratamente, dimenticando che gli stessi intellettuali americani, che furono ostili al presunto filofascismo di Pound, non ebbero dubbi quando decisero di attribuirgli, per “I canti pisani”, il premio Bollingen nel 1949. Da noi può sempre avvenire che alcuni ideologi, avendo innato l’istinto dell’utile, cerchino di dare risalto al grande letterato accreditandolo come il proprio portavoce. Per non ridestare vecchie polemiche, ricordiamo che Joyce definì Pound il “ministro senza portafoglio delle arti”. L’autore dell’”Ulisse” non smise mai di parlare del poeta americano come di “uno che fa miracoli”. Senza l’autore dei “Cantos” la fama dello stesso Joyce sarebbe meno vasta di quanto lo sia oggi. Pound è diventato quasi una figura mitologica; il fiammeggiante “enfant terrible” di ogni avanguardia. E’ stato un grande amico dell’Italia, vasto conoscitore delle nostre culture e ha trascorso gli ultimi anni a Venezia dove è morto nel 1972. Una traduzione (del 1910) musicalissima del “Cantico di Frate Sole” di San Francesco è stata letta nel 1994 dalla figlia del poeta, Mary De Rachewiltz, nell’aula absidale dell’Università di Bologna. “Mio padre mi ha insegnato la sincerità: a non rompere il legame con la terra”. Da questo amore per la natura è nato nel poeta l’intento di tradurre il Cantico  con il titolo “Most High Lord”. Il lettore che si volga alla poesia e al modo e allo stile di tradurla deve porre attenzione a questo testo come via di visualizzazione delle emozioni. “Laudato sì, mi Signore, per sora Acqua, / la quale è molto utile e umile e preziosa e casta” di San Francesco riecheggia nei versi poundiani: “Fresca come le pallide, umili foglie dei mughetti / giaceva accanto a me l’alba”. Appello ai sensi e appello ai pensieri. Eliot diceva che Pound amava l’artista il quale avverte il pensiero come il profumo di una rosa. I versi nel “Cantico” francescano sono non in funzione di un discorso, ma di un “canto” carico di contenuto metafisico. Chiare immagini visive, con linguaggio conciso e luminoso; tutte le qualità dell’”imagismo” (movimento poetico di cui Pound è capostipite) si trovano nelle “Laudi” del frate di Assisi. Sentimento religioso e sensazione fisica. Questo è l’omaggio che cerchiamo di rendere a un grande poeta assurdamente strumentalizzato. Portava in sé quel segno di superiorità che nasce dal libero gioco della sua poesia. Scelta che da noi, qualche volta, si paga a duro prezzo quando si impedisce al lettore di giudicare da se stesso, ma è, invece, indotto per sciocchi fini politici ad allontanarsene come ci si allontana dal male.

Maurizio Liverani