QUANDO I DISASTRI DIVENTANO VANTAGGI

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI
 
QUANDO I DISASTRI DIVENTANO VANTAGGI

Quando si trattava di giudicare le reazioni degli spettatori cinematografici, Darryl Zanuck non esitava a far suo lo spregiudicato aforisma del famoso produttore Henry Mencken secondo cui “nessuno è mai fallito per aver sottovalutato il gusto del pubblico americano”. “Come fate a escogitare tante storie di guerra?”, domandai a Zanuck. “Semplice. Non cambiamo mai le storie; cambiamo gli attori”. E qualche volta neppure quelli.

E’ tornato di moda il famoso “lib-lab” anglosassone che passa più facilmente perché non ha la camicia di forza che impone Marx. L’oppositore si confonde, non si sa da che parte si trovi, non distingue più la sua faccia liberale. Il renzismo è un’ideologia rampante sull’orizzonte europeo.

E’ bastato togliere la falce e martello per considerarsi democratici. L’empirismo che avvolge il partito-guida ingloba ormai tutti. Abbiamo al governo un postcomunista-liberal, considerato come “l’ultima spiaggia”.

I politici hanno difficoltĂ  a guadagnare notorietĂ ; sono inconsistenti al punto tale che metĂ  degli italiani non li vota. Sono svalutati per tante ragioni, tutte riconducibili alla discutibile moralitĂ .

Verso il leader di Forza Italia non è mutata l’acustica degli italiani, non sarà mai cancellato dalla scena politica. Questa sua perennità gli consente di riconoscere i meriti di Matteo Renzi.

L’antipolitica si è già insediata nelle menti di un popolo che, dall’Unità d’Italia in poi, assiste a un ininterrotto conflitto di interessi camuffato da conflittualità tra opposte ideologie.

I partiti rappresentano il caravanserraglio della “volontà di credere” a qualcosa, la politica che per gli italiani è cosa morta.

La sinistra privata della destra si trova priva di se stessa, non ha più il conflitto e il confronto indispensabile per dichiararsi vincente. Sopravvive, in questo sterminio delle verità, l’indifferenza di metà degli italiani.

MAURIZIO LIVERANI

AFORISMI TRATTI DAL VOLUME “AFORISMI SOSPETTI” E DALLE ALTRE OPERE DI MAURIZIO LIVERANI