REVISIONISMO, ADDIO?

di Barbara Soffici

Con la morte di Ernst Nolte forse la tedesca Historikersteit, la famosa “controversia degli storici”, avrĂ  termine. Con il suo approccio anticonformista e con le sue tesi revisioniste, Nolte ha infatti diviso il mondo accademico e quello della storiografia a lungo, e non solo in Germania. Nato a Witten  (Nord Westfalia) nel 1923, filosofo e poi professore emerito di storia contemporanea, ha certamente avuto l’indiscusso merito di aver introdotto un nuovo approccio, anticonformista, nella ricerca storica, nonostante i limiti delle sue tesi. Interessato, fin dai suoi primi saggi, a un periodo controverso, quello dei totalitarismi e delle guerre civili in Europa nella prima metĂ  del Novecento, ha analizzato il fenomeno del “fascismo” come una categoria a parte rispetto al totalitarismo, individuando ben tre tipologie: il pre-fascismo dell’Action Française di Charles Maurras, il fascismo di Mussolini e quello “radicale” di Hitler.  Nella fase successiva della sua ricerca si è invece impegnato a rilevare tutte le analogie tra il pensiero di Marx e quello di Nietzsche, a comparare i crimini bolscevichi con quelli del nazismo arrivando a sostenere l’esistenza di un “nesso causale” tra “l’arcipelago Gulag” e Auschwitz. Secondo la sua tesi il bolscevismo fu il modello di quello che poi avvenne con l’Olocausto. L’annientamento di razza degli ebrei è stato, secondo Nolte, una diretta conseguenza dell’annientamento di classe dei Kulaki in Russia, una forma di reazione al bolscevismo. Così lo studioso ha tentato di assolvere lo sterminio razziale nazista “banalizzandolo” come “radicale” imitazione dello sterminio di massa della rivoluzione russa, madre di tutti gli stermini del XX secolo. Il “giustificazionismo” di Nolte è stato pesantemente criticato dal filosofo tedesco Jurgen Habermas che ha espresso un duro rifiuto della “relativizzazione” dei crimini nazisti e del criterio di comparabilitĂ  tra le atrocitĂ  di Hitler e quelle imputabili a Stalin. Molti potrebbero pensare che con la morte di Ernst Nolte sia finita ormai l’era del revisionismo e del negazionismo. Ma la relativizzazione degli eventi è purtroppo la caratteristica principe della nostra epoca. E’ probabile quindi che a un relativismo che forse muore ne subentri semplicemente un altro.

Barbara Soffici