RIMPIAZZO CARICATURALE

di Maurizio Liverani

Rimpiangiamo il tempo quando Indro Montanelli ed Enzo Biagi, persuasi di aver ricevuto fin dalla nascita una destinazione eterna, si impegnavano quasi ogni giorno a dimostrare che non potesse esistere una intelligenza superiore alla loro. Il “presente” del loro tempo e quello di oggi sarebbe una “sputacchiera” per le loro escrezioni moralistiche. C’era in loro una perdurante nostalgia di una Italia ideale, mai esistita, per pontificare o biasimare un’epoca, come direbbe Karl Kraus, dove “l’uomo non c’è più, restano solo i suoi sintomi”. Per il suo impreziosire il bel tempo andato in cui andavano i piegabaffi alla Giolitti, il cilindro alla Quintino Sella, i pantaloni con i sottopiedi, Biagi venne glorificato con questa espressione: “cito ergo sum”. Mentre Montanelli, che rattrappiva la storia a testimonianza di piccola pretura, veniva additato come l’”io c’ero”. Nel gran Barnum dell’Italietta si muoveva con disinvoltura Mario Missiroli, il direttore del “Corriere della Sera” che godeva fama di essere l’uomo più intelligente d’Italia. Si guadagnò questa fama alle spalle dei politici che -ai suoi tempi- si atteggiavano a guide morali. Oggi di Romano Prodi direbbe: “è di una pochezza senza limiti”; accorgendosi del nostro stupore avrebbe precisato: “ma intendiamoci, in quel campo è qualcuno”. Si deve a queste rimpiante guide morali se oggi non si può più parlare di regime della sinistra, convinta di essere nel giusto avendo fatto autocritica su Tangentopoli, con il pretesto che la sinistra si rinnova, la destra no. Si deve a Biagi e a Montanelli se lo strombazzato rinnovamento della sinistra si è rivelato una semplice cooptazione di “baronie”; una forma di arruolamento indiscriminato da cui è nata proprio Tangentopoli. La cattiva coscienza nascosta sotto il polveroso cerone (la “cultura è a sinistra”) ha reso le baronie imprudenti e servili. Gli eredi di quella stagione di pseudo-comunismo sono spesso così ciechi da non accorgersi che il fiume della storia è pieno di correnti contrarie e di ingorghi. La traiettoria degli avvenimenti non segue alcun insegnamento; i fini cambiano a seconda dei bisogni e del caso. La condanna del giustizialismo è pura menzogna quando si sa che Marcello Dell’Utri è ancora in carcere in cattive condizioni. La magistratura viene subito incensata se il nemico riprende fiato sulla riva della ribalta, quando già si dava per scontato il naufragio. Il caso vuole che la magistratura intenda trascinare alla sbarra degli imputati personaggi come il pm Henry John Woodcock e la conduttrice Federica Sciarelli, coinvolti nel caso Consib. La logica dei post-comunisti è sempre la stessa di quando erano comunisti. “La correzione degli errori -spiega François Revel- non produce gli effetti di renderli più tolleranti; al contrario giustifica ai loro occhi un raddoppiamento della loro intolleranza”.

Maurizio Liverani