COME RIPROPORRE UN MITO

di Maurizio Liverani

Visto che i nuovi leader discendenti dal Pci non suscitano paure o allarmi da poter usare per contrastare la nascita di un comunismo novello che cerca l’accordo con gli altri partiti e incapace di introiettare il gamete del colpo di Stato, la stampa ostile al Pd tira fuori dal cassetto delle memorie Palmiro Togliatti. Per anni la figura del Migliore è stata volutamente dimenticata sia dai suoi eredi che dai suoi nemici. Estrarre dal dimenticatoio questo “bau bau”, allievo nelle nefandezze e nei colpi bassi di Stalin, dovrebbe allarmare l’opinione pubblica. Dei discendenti incuriosisce, sin dai tempi di Achille Occhetto, il furor mattatorio che non ha mai spaventato gli italiani, anzi sono serviti per ricordare le grandiose tradizioni di servilismo verso il comunismo sovietico. Dimenticare Togliatti: è stata questa la consegna partita dalle Botteghe Oscure. Ci si è accontentati di sub-archetipi, adatti alla nuova temperie politica dominata da mezze figure, mezze calzette che rapportate ai divi del cinema stanno ai Churchill e compagni come Raul Bova sta a Gary Cooper. Gli studiosi definiscono carismatico questo fenomeno; si verifica tutte le volte in cui in un Paese i partiti sono sminuiti e screditati. Tutte le volte che agli occhi di gran parte della popolazione si profila l’alternativa “la guida o il caos”. Ci si è ricordati che Togliatti attingeva al mito perché aveva fatto correre la voce di essere la “spalla” di Stalin, il cervello aguzzo del bolscevismo internazionale. Ad anni di distanza, si cerca di assorbire la sostanza eroica di “Baffone” arricchendola di un apporto personale. Ai compagni, guidati da figure sbiadite, si ricorda, per fini eminentemente elettorali, di essere stati educati attraverso Togliatti dal grande satrapo sovietico. La cosiddetta destra si illude in questo modo di risvegliare l’anima “rossa” spenta nei vari Veltroni, D’Alema, Bersani. L’elettore, secondo questa insipida propaganda, dovrebbe ricordarsi che al di là dei cinque o sei personaggi in guerra aspra tra loro per assumere la posizione di gran sacerdote che fu di Togliatti, che il cinismo del Migliore è ancora nella bussola del loro partito. Insomma, squallidamente, la destra rispolvera il mito dei comunisti per nuocere agli eredi. Siccome un nuovo capo carismatico non nasce, si auto-divinizza un pericolo antico. Il Pd si dice democratico con Stalin nelle vene. State attenti, è la minaccia sottintesa. Il ridicolo imperversa.

Maurizio Liverani