“RIVERITO” DAL VIRUS

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

“RIVERITO” DAL VIRUS

 

La situazione è così confusa che la parte di imprevedibilità è sempre più ampia. Su Silvio Berlusconi, ad esempio, a dispetto del consenso che lo accompagna, qualcuno insinua il dubbio che per non essere coinvolto nell’imminente bolgia elettorale si sia dato per malato di Covid. Deve decidersi se entrare nell’agone elettorale e sta preparando nuove mosse da demiurgo. Non si è negato nessuna alternativa, meritandosi il coturno di statista di nuovo tipo. Per essere il timoniere del Paese, una volta si è sincronizzato con Putin, leader russo penetrato da un comunismo alla “Pompadur”. Nel volto di Silvio sembra scritto: “l’attendere certo di gloria futura”. Le “coppole storte” dei suoi avversari non vorrebbero rinunciare, con lui, alla rissosità, così utile a quella che Jean Baudrillard chiama il “teatrino delle merci”. Da quando è malato, i suoi nemici sono imbronciati, il loro ascolto è in calo mentre risale la fiducia in Silvio. Un fatto è ormai accertato: il berlusconismo esercita un effetto sempre più forte. Il Corona virus gli è “invidiato”; giova al suo prestigio oltre che al suo potere. Tutti i rimandati in “matematica caricaturale” finalmente sanno su chi appuntarsi: sul politico che, grazie al virus, si sente particolarmente vivo. La deformazione arguta del suo personaggio, operata da se stesso, testimonia che esiste, non grazie alla sua politica ma in virtù dei suoi tic e delle sue fissazioni; un “Forattini” bravissimo nel caricaturarsi,  con i raptus di Craxi e la grottesca ironia di Andreotti. Sa fare, meglio di tutti, l’elogio di se stesso. Il labirinto degli intrighi del potere e dei compromessi lo conosce meglio degli altri; se non lo conoscesse non sarebbe stato mai accettato a “Porta a porta”, sempre aperta a chi non è mai stato ostile al Vaticano. Berlusconi è attento a non cogliere i pretesti per danneggiare lo Stato repubblicano. Quale modo migliore per farlo se non erigendosi a strenuo difensore dello Stato al di là del Tevere, da troppo tempo claudicante sul piede dei valori. Lo Stato italiano gli ha consegnato, metaforicamente, la corona e lo scettro del cittadino “perseguitato” dal virus. Ora potrebbe lasciare la politica e diventare presidente della Repubblica…
 

MAURIZIO LIVERANI