SANTIPPE A PARIGI DIVENTA DOLCE

di Maurizio Liverani

Siamo in presenza, nella politica italiana, di svariati casi di “autocanonizzazione” al quale soggiacciono soprattutto Enrico Letta, il magistrato di sinistra Michele Emiliano, il “pisolo” Andrea Orlando e l’onnipresente, astioso Massimo D’Alema “padre nobile” dei suoi compagni di partito. Nessuno che possa vantare una moglie-madre come il primatista delle recenti elezioni francesi Emmanuel Macron, il quale, con una compagna di venticinque anni più di lui, si è innalzato a una dignità che potremmo dire di principe consorte. Questa amabile signora ricorda un personaggio messo in scena all’Eliseo di Roma da Franca Valeri con “La vedova Socrate” di Friedrich Dürrenmatt. Per attualizzarlo potremmo intitolarlo “La moglie del premier”. Il testo raccimolato dagli avvenimenti delle ultime elezioni francesi dovrebbe essere interpretato da Franca Valeri. Il fiore raro dell’ironia ricorre soltanto nei testi teatrali di questa scrittrice e attrice che nella “Vedova Socrate” ha il ruolo di Santippe la quale rivela al marito tutte le meschinità, le debolezze, le infingardaggini dei mariti convenzionali. Con calma e impegno amoroso riesce a fare con lui la sintesi della scienza e dell’arte come la ricerca dell’armonia suprema. Famosa è una frase attinta dalla commedia: “Sposati, se ti capita una buona moglie sarai felice. Al contrario diverrai filosofo, il che è sempre utile per un uomo”. Brigitte, come Santippe, ha favorito, con il suo leggiadro dispotismo domestico, lo sviluppo dell’intelligenza e delle teorie economiche del marito Macron. La storia dell’amore tra Brigitte ed Emmanuel è una novità assoluta in campo politico e probabilmente, grazie alla carica di filofemminismo che contiene, potrebbe far trionfare Macron. Siamo di fronte a una insegnate a tre o quattro dimensioni: competenza, dedizione, umorismo. E’ un Pigmalione in gonnella che punta a provocare l’inerte mondo politico; è una donna che ha saputo osservare, attraverso lo sguardo giovanile del marito, le infatuazioni, le insincerità della politica. Sarkozy cercò di darsi un prestigio a fianco della bellissima Carla Bruni; Hollande, ritiratosi dalla competizione, è andato a scovare compagne nel varietà francese. Da noi i politici si rifanno sempre al vecchio manuale Cencelli, che dà loro una sicurezza di se stessi stupefacente. Dalla Francia ci viene la conferma come le donne, che vogliono influire sulla politica, facciano in modo che la loro presenza si avverta. La moglie di Macron si è imposta all’attenzione da quando ha superato le “resistenze interiori”, diventando la guida direzionale del marito. Con Brigitte, il “rosso” sta sfumando in “rosa”; potrebbe essere considerata la soluzione più vantaggiosa affrancando i partiti da politici inconcludenti, “compatti”, come da noi, soltanto nei loro rancori.

Maurizio Liverani