SCHIERARSI CONTRO

FATEMELO DIRE 
di MAURIZIO LIVERANI

SCHIERARSI CONTRO

Innamorato dei sondaggi, Carlo De Benedetti è diventato, grazie al male in gran voga di questi tempi, rialzista con se stesso. Ha assunto, nei confronti dell’illustre degente, un’aria schifata; il miscuglio tra affarismo e “contagio” lo ha convinto di aver trangugiato meglio di tanti altri il nocciolo del nostro tempo. Nell’attuale politica cenciosa gli è facile irradiare intorno alla propria persona un’altezzosa e immotivata superiorità. Con l’aria di spregioso professore illustra al mondo il suo “sussurro” interiore perennemente antiberlusconiano.

Figure oppresse da spaventosa confusione accarezzano l’idea che il Paese, dopo l’approvazione di una nuova legge elettorale, entrerà in una fase “sinistra” in cui Giuseppe Conte sarà costretto a rinunciare alla sua riconferma. Si sta spalancando una “notte dei lunghi coltelli”, stroncature su stroncature. Su antichi rancori, resuscitati ad arte, profittatori di ogni tipo cercheranno di innalzare le loro fortune. La tarantella che Luigi Di Maio conduce puntualmente è nata con la “voglia” che hanno i pargoli, quella di padre della patria in pectore.

Sarebbe stolto indignarsi per un parlamentare che abbia l’attitudine di cambiare casacca. I partiti continuano a mettere di cattivo umore gli italiani. E’ quasi meglio che le cose cambino che quelle più adorate decadano e vadano in sfacelo.

In questo momento i politici sono in attesa di snocciolare la propria pappardella. Intanto Romano Prodi, per non appassire, si comporta come un uomo nuovo; avendo un flebile prestigio, è impegnato a sminuire l’importanza di chi non lo stima. Sembra che tutti siano animati dalla volontà di potenza e meditino su questa massima di Nietzsche: “La morale è da oggi annullata. Una cosa sola resta: io voglio”.

Sentendosi out nel suo schieramento, Matteo Renzi non troverebbe alcun rimorso a tornare a capo del governo alleandosi con Forza Italia. Il pubblico si lascia volentieri sedurre da questo fiorentino che ha poche intenzioni, salvo una, che è quella del potere. Quando tra un uomo politico e una larga parte dell’opinione pubblica si stabilisce una situazione di questo genere vuol dire che la domanda corrisponde all’offerta.
 
MAURIZIO LIVERANI