SCOLORITO, MA SICURO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI

SCOLORITO, MA SICURO

Il bisogno dell’affermazione personale attanaglia tutti quei leader pigmei che sembra stiano elaborando un’ideologia nuova che impapocchi insieme socialismo proudhoniano, gramscismo e accuratezza dei capelli. I derisori e gli sbeffeggiatori hanno lodato questi pretendenti a governarci per qualità assurde che sanno scopertamente di prese in giro: “è un gotico”, “ha l’istinto dell’integrità”, “si distingue per compostezza interiore”. Giudizi che fanno uno strano effetto. Stanco di tante effusioni satiriche, qualcuno si è deciso di appartarsi, concedendosi al pettegolezzo, alla crapula delicata della voluttuosa maldicenza. Con coraggio e lucidità, Giuseppe Caldarola, per anni direttore dell’”Unità”, tempo fa scrisse al “Corriere della Sera” una lunga lettera nella quale, tra l’altro, diceva: “Il clima a sinistra è diventato pesante per responsabilità di personaggi che dicono cose di sinistra ma non hanno mai fatto cose per la sinistra e i lavoratori”. Nella pipiniera del partito c’è anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che si presenta sempre con un’aria mansueta e implorante; succhia lodi e plausi perché sembra la quintessenza della salute pubblica. E’ l’espressione di una forma corretta, più civile nella schermaglia della sinistra. Si è immerso in una beatitudine celestiale all’idea che, comportandosi secondo i suoi dettami, gli italiani riusciranno a tenere testa al terribile virus che ci attanaglia. E’ il portavoce del perbenismo di Paolo Gentiloni, che controlla la situazione dall’Europa insieme al compagno David Sassoli. Essere in balia delle buone maniere associandole al sinistrismo è la cosa migliore da farsi per un vessillifero dello stile. A Speranza è stato dato un ministero delicato perché è gentile e amabile con tutti. Chi avrà il coraggio di insultarlo, calunniarlo? Con Speranza, la sinistra ha la possibilità di sondare la resistenza della controparte, cioè quella dei suoi avversari. La somma dei motivi che sospinge molti italiani ad aver simpatie per lui nasce dalle intime pieghe di questa amabilità. Leggero e garbato, piace anche a Silvio Berlusconi: gioverebbe alla causa del compromesso più di qualsiasi altro; potrebbe essere l’artefice della clonazione della sinistra. Speranza non è più una pedina trascurabile, segno che sta passando il tempo delle gran dame della politica; non esistono, in tutti i partiti, personaggi degni di essere sfiorati dal respiro della storia. 
 
MAURIZIO LIVERANI