SILENZIO SULLA CULTURA: UNO SCONFORTO DOLOROSO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI
SILENZIO SULLA CULTURA: UNO SCONFORTO DOLOROSO

silenzio sulla cultura? I burocrati della politica, e quindi della televisione, non amano la vera narrativa, perciò sotto con il commissario Montalbano maturo, seguito da Montalbano giovane. Siamo ansiosi di vedere Montalbano in culla.

La politica, in Italia, ha la propria piattaforma su elettori in pantofole che amano la moderazione e che aspirano alla fuoriserie; approvano il calcio milionario e le lunghe ferie.

“Italianacci” è un termine dispregiativo. Nella Capitale “romanacci” ha, invece, un sapore contenente simpatia. Il “vero” italiano dolce e arguto sembra esistere soltanto nei romanzi.

Gli italiani sono cattolici nelle pratiche di devozione ma la loro religiosità è quella scolorita dei democristiani di sempre; cioè pronta a ogni compromesso con le ideologie ateiste.

Con la trasmissione “Dimartedì”, condotta da Giovanni Floris, siamo sempre alla periferia del comprensibile. Riesce a spargere sul caos politico nuove manciate di trucioli di ridicolo. Tocca il vertice quando appare l’inappuntabile spadaccino della schermaglia politica, Pier Luigi Bersani, considerato ancora un padrone del vapore anche come leader di “Articolo Uno”. Un politico incaricaturabile.

Quando vede uno show politico, l’italiano è preso da uno sconforto doloroso. Come prevedeva Aldous Huxley, la tivvù ha ridotto la vita a una enorme “paparazzata”. Dimostra che quanti si credono saggi e predicatori hanno, in realtà, letto soltanto testi con “vocazione teppistica”.

Per un politico di lungo e incognito corso le conseguenze debbono prodursi immediatamente, scavalcando gli ostacoli di cui i saccenti sono l’incarnazione. Purtroppo, non è considerato, pur collocandosi a sinistra, un “uomo nuovo”.
 
MAURIZIO LIVERANI