SILVIO BENEDETTO ESPONE A LA SPEZIA

Da un colle di La Spezia si affaccia sulla città, offrendo di essa una vista spettacolare, il Castello di San Giorgio, una fortificazione genovese del XIII secolo.

In questi giorni i numerosi visitatori, percorrendo le sue molteplici e pregiate sale dedicate all’archeologia e alle famose Statue Stele della Lunigiana, possono ammirare anche un’importante mostra temporanea ospitata attualmente negli spazi del Castello e articolata in due parti: “Silvio Benedetto e il suo muralismo” e “Uomostrutturambiente: dieci artisti in dialogo con Silvio Benedetto”.

SILVIO BENEDETTO E IL SUO MURALISMO

La mostra offre una preziosa opportunità di dare uno sguardo approfondito alla vasta opera (… oltre 50 murales!) del maestro (sempre “soprattutto, profondamente latinoamericano”, come viene menzionato nel bel catalogo ricco di testi e di illustrazioni): attraverso i molti documenti e grazie anche alle impattanti riproduzioni di grande formato che si possono ammirare dal parco interno, all’aperto, sui pietrosi spalti del Castello.

Inoltre due rarissimi lavori di David Alfaro Siqueiros, appartenente con Orozco e Rivera alla celebre “triade”, indiscussa protagonista dell’arte muralista messicana del secolo scorso. Dunque non solo Siqueiros al Palazzo Ducale di Genova ma anche per la prima volta alla Spezia in questa mostra del Castello di San Giorgio: grazie al fatto che in Messico (Cuernavaca, metà anni ’60) con Siqueiros Benedetto ha condiviso un’intensa esperienza pittorica fatta di collaborazione e dissensi.

UOMOSTRUTTURAMBIENTE: DIECI ARTISTI IN DIALOGO CON SILVIO BENEDETTO

Benedetto – invitato ad esporre al Castello di San Giorgio dall’Area II Musei e Servizi Culturali della Spezia (Direttrice Marzia Ratti) – ha voluto anche includere dieci artisti da lui individuati tra La Spezia e Roma (tutti professionisti attivi sulla scena dell’arte da molti anni) proponendo loro un “dialogo espositivo” sul tema uomo/struttura/ambiente: Eliseo Andriolo accosta in sequenza i suoi silenziosi paesaggi urbani, di buona fattura pittorica sia nelle tonalità che nella costruzione compositiva; Flavia Benedetto in un sapiente dipinto di media-grande dimensione fa emergere un giovane che ci interroga presentando un mondo tra le mani, alle sue spalle un mondo più grande; Franca Ferrari dalla notte fa protendere verso la luce una sua struggente, riuscita, quasi metafisica immagine di bambola; Enrico Imberciadori apporta il suo contributo pittorico al “dialogo” con un suo riuscito tema dominante e ricorrente, palazzi urbani che sembrano vuoti quanto le sagome di persone omologate che vi transitano davanti come autonomi; Maura Jasoni espone un dipinto di buon impasto pittorico, le cui volute piccole dimensioni ben si adattano all’intimità di un caldo interno borghese invaso da una luce meridiana; Kristine Kvitka ha preferito anche lei la piccola dimensione per rappresentare con un ricco, cupo cromatismo il dramma delle periferie contaminate da ciminiere; Silvia Lotti sviluppa in circa due metri di lunghezza su un fondo bianco un’inquietante fuga umana (…da cosa? perché?) recuperando con positività la tecnica del disegno a matite colorate; Carlo Moggia partecipa con un dittico ad olio su tela di grande-media dimensione dove, su un fondo di un nero profondo volutamente sordo, galleggiano numerosissime piccole figure di lucentezza quasi dorata, realizzate con grande abilità pittorica creando galassie fantastiche; Roberto Pertile presenta sculture di media-piccola dimensione in terracotta di commovente poeticità che, pur nella loro sintesi geometrica, ben dialogano con i pezzi archeologici del museo; Luisa Racanelli espone recenti dipinti ad olio vibranti di drammatiche trasparenze strutturali sul tema dell’ecologia, tema assai ricorrente come denuncia nella sua vasta attività pittorica; Silvio Benedetto con il suo dipinto modulare di circa 4 metri di altezza, con struggente maestria di disegno e colore, tratta ancora una volta, “oggi come ieri”, il tema dell’incidente sul lavoro accostando il Cristo del Mantegna ad una significante deposizione meccanica di un operaio e ad una pioggia di oggetti del lavoro che includono significativamente gli attrezzi del pittore.

Da segnalare la validità di questo museo archeologico che, per volontà della sua curatrice Donatella Alessi, si apre all’arte contemporanea e presenta opere di oggi accanto ai suoi preziosi reperti del passato. Questa importante mostra temporanea, inaugurata sabato 11 agosto nell’ambito della rassegna “Notti al Castello 2018”, doveva chiudere il 16 settembre ma, dato il grande interesse di pubblico e critica, è stata prorogata sino al 30 settembre.

IMMAGINI:

Mater Dei, olio su tela, cm. 50×40, di Franca Ferrari

Uomo e oggetti che scoppiano, cm 200×150, di Silvio Benedetto

Museo Archeologico del Castello di San Giorgio – Via XXVII Marzo – La Spezia

dall’11 agosto al 30 settembre 2018

lunedì 10.30-13.30; mercoledì – domenica 10.30-17.30

Contatti per la stampa: Luca Della Torre, tel. 0187 727324 –ufficiostampa@comune.sp.it