SILVIO BENEDETTO, FRA DIALOGO… ED HAPPENING

Le performances e le azioni pittoriche in dialogo col pubblico sono assai presenti nella lunga traiettoria creativa di Benedetto. L’artista italoargentino non è certamente nuovo ad incontri vis-à-vis con coloro che partecipano ai suoi appuntamenti d’arte, sia nell’ambito del “Teatro negli appartamenti” che lui ha ideato e creato a metà degli anni ‘50 a Buenos Aires (portandolo poi in Messico e in Europa ed ancora attivo oggi a Roma), sia con i suoi “happening” in Ecuador a fine anni ‘60, così come nei suoi innumerevoli appuntamenti di arte e cultura nel corso dei decenni di intensa attività… ricordarli tutti è assai arduo in questa sede: come quella sua azione pittorica con gesto deciso e veloce ritraendo in danza Patrizia Cerroni nei locali di Fiorentino a Palermo a metà anni ’70, o come, nello stesso periodo, la performance con Judith Reyes e la Rete Bibliotecaria di Carrara, o ancora alla fine degli anni ‘90 quando ha dipinto sui corpi nudi dei Danzatori Scalzi per poi ritrarli in azione al Teatro Olimpico di Roma, o negli anni Duemila le sue azioni pittoriche nell’Auditorium di Buenos Aires con i musicisti Omar Moreno Palacios e Rodolfo Mederos o anche, sempre nella capitale argentina, dialogando attraverso i suoi tratti colorati con il flamenco di Alejandra Zapata e la chitarra del Pala… sino al recente incontro di quest’anno con il suo grande pannello dipinto in dialogo con gli studenti del Liceo Artistico di La Spezia.

Ora è la volta di un “dialogo pittorico” con lo scultore spezzino Fabrizio Mismas (ricorrente per Benedetto anche il dialogo con altri pittori) che si è sviluppato in una successione di tratti rapidi e “freschi” davanti ad una modella e a un folto ed attento pubblico.

Un incontro più “calmo” questo, evocativo di quegli anni di accademia giovanile cari ai molti pittori presenti, durante i quali gli allievi affrontavano una figura “in posa” nell’attesa ora scolastica del “modello dal vivo”.

Benedetto ha improntato come suo solito diversi fogli in diverse tecniche, prediligendo il colore e lasciandosi attrarre da alcuni particolari di volta in volta focalizzati, come il volto o le mani, cogliendo una sorta di melancolica assenza-presenza della giovane modella. Nella sua performance non solo ha cambiato spesso tecnica ma anche si è spostato per cogliere diversi punti di percezione visiva.

Fabrizio Mismas (sul quale Benedetto si è anche soffermato ritraendolo nel suo atto di ritrarre) ha prediletto per la sua azione una posizione centrale e ha eseguito numerosi disegni a “figura intera” con linee agili dove il solo segno valorizzava luce ed ombra e con riuscite zone acquerellate. Linee che, pur tenendo conto dell’anatomia, hanno fatto prevalere, come in lui ricorrente, una stilizzazione della figura in posa tendente a valorizzarne grazia e bellezza.

L’incontro è stato efficacemente presentato e commentato durante il suo svolgimento, con sapienza ed opportuna chiarezza, dal critico Valerio Cremolini.

Le opere resteranno esposte al pubblico sino al 4 settembre 2018 nello stesso luogo dove sono state realizzate, a La Spezia, nei locali dello storico Centro Culturale Angiol Del Santo di via Don Minzoni 62.