SILVIO E MATTEO, FRATELLI E… COLTELLI

di Maurizio Liverani

Sere fa, a “Porta a porta”, Silvio Berlusconi, invitato a dare il suo giudizio su Matteo Renzi, ha sbalordito tutti riconoscendo al premier statura politica e qualità dialettiche; insomma, gli ha riconosciuto un’intelligenza superiore. Sul momento si pensava che stesse abilmente cercando un avversario più utile; con franchezza, al contrario, voleva segnalare che, finalmente, è spuntata una personalità di grande rilievo. Bruno Vespa, dapprima stupito, ha poi cercato di buttarla sul ridere, alla fine ha dovuto prendere atto che, quanto diceva Berlusconi, corrisponde a una profonda convinzione. Sono bastati pochi secondi di trasmissione per far salire le quotazioni per il prossimo referendum del “sì” e cadere quelle del “no”. Effettivamente, è da tempo che gli italiani hanno capito che nella nostra politica alcuni esponenti della nuova generazione sono pregni delle qualità che Silvio riconosce a Matteo. La stampa servile ha cercato sempre di stendere un velo su questa ammirazione. Berlusconi ha riconosciuto nel leader del Pd doti dialettiche e improvvisazioni geniali nei momenti cardine della politica. La sorpresa in tipi come Matteo Salvini e negli altri assertori del “no” ha bloccato l’impaginazione, in corso in quella tarda ora, della stampa. Le pagine dedicate all’argomento sono apparse lardellate di errori e cattive interpretazioni; è spuntato anche il ricorrente pericolo della “pallottola” che potrebbe colpire il “trasgressore”. Chi ha seguito attentamente gli avvenimenti ha fatto in tempo a gettare slavine contro il fondatore di FI. Silvio Berlusconi è un abile e intelligente politico e sa quando è il momento di scoprire il gioco. La sua figura accanto a quella di Salvini è una perdita secca di milioni di voti. Soltanto un attimo di debolezza può aver indotto il leader di FI a stringere alleanza con il “caposcarico” della Lega. L’atmosfera intorno al “no” è satura di gas nocivi; il sogno di scalzare Renzi è forse affidato ad altri motivi, più strettamente politici. Spunterà qualche scandalo; i giornali, lividi di rancore, e gli show televisivi, sempre alla ricerca del peggio, si danno un gran daffare. L’elogio di Berlusconi potrebbe essere un incremento all’antirenzismo.

Maurizio Liverani