STIAMO AL GIOCO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI
 
STIAMO AL GIOCO

Screditare senza discutere: questo è il procedimento di stampo comunista. E’ anche facile incontrare qualche personalità che additi, da sinistra, l’avversario di essere al “soldo di Berlusconi”. Ciò dimostra che lo stalinismo è penetrato a fondo nella mente degli italiani. Le ideologie sono state dichiarate morte, nate per rendere più arroganti i conflitti politici. La stagione del “volemose bene” già dagli inizi ha dimostrato di essere di una noia mortale. A sopraffare la predisposizione alla rissa è spuntato il virus cinese che si è installato al posto dell’odio.

Con coraggio e lucidità, Giuseppe Caldarola, per anni direttore dell’”Unità”, scrisse al “Corriere della Sera” una lunga lettera nella quale, tra l’altro, diceva: “Il clima a sinistra è diventato pesante per responsabilità di personaggi che dicono cose di sinistra, ma non hanno mai fatto cose di sinistra e per la sinistra e i lavoratori. Amendola, Lama e Chiaromonte si sarebbero ribellati”.

Quando Armando Cossutta, incontrando il magnanimo erogatore moscovita Breznev, che non sopportava di sentir parlare di “eurocomunismo”, cercò di spiegargli che ogni segno di indipendenza del Pci andava interpretato alla stregua di una diceria del suburbio politico romano per far credere che il partito si fosse staccato da Mosca. Il ras del Cremlino impose a gran voce che le Botteghe Oscure tornassero sulle orme sovietiche. Il “cocco” di Breznev, Cossutta, gli dimostrò che il segretario Enrico Berlinguer (si era negli anni ’70) non soltanto era uno sgobbone ma astuto come una volpe nel dosare il comunismo in Italia.

C’è più di un motivo che dovrebbe incoraggiare destra e sinistra a un’intesa per impedire la formazione di forze ostili pur di mantenere l’Italia nell’immobilismo.

La vera antipolitica si incentra nell’astensione al voto; segnale della stanchezza degli italiani che è soltanto un venticello in attesa che un impetuoso tornado divelga vecchie incrostazioni partitiche.

Il “padre della patria” si muove da sempre nelle sfere più alte del parassitismo politico; arrivando lassù si sente sfiorato dal respiro della gloria e si considera illustre. Nel suo passato ci sono poche cilecche, mai che si trovi nella sua carriera qualche cosa che si potrebbe chiamare un successo.

MAURIZIO LIVERANI

Commenti e aforismi tratti dalle opere di Maurizio Liverani e dai suoi recenti articoli