STRATEGIE CONFUSE

FATEMEòO DIRE 
di MAURIZIO LIVERANI
 
STRATEGIE CONFUSE

Scrive Emil Cioran: “Se è normale morire, non lo è indugiare troppo sulla morte e pensarci a ogni occasione. Colui che non ne distoglie mai la mente dà prova di egoismo e vanità; poiché vive in funzione dell’immagine che gli altri si fanno di lui, non può accettare l’idea che un giorno non sarà più niente; poiché l’oblio è il suo incubo di ogni istante, egli è aggressivo e bilioso e non perde occasione per far mostra del suo astio e delle sue cattive maniere”.

Sorprende e non poco che Giuliano Amato non abbia fatto nulla per entrare nella grande omelette governativa. Probabilmente, per non sottostare ai diktat di Zingaretti e agli insulti “squadristici” degli altri piddini che si sono impossessati della “gloriosa casa del socialismo” dimentichi che in Spagna, durante la guerra civile, i rossi prediligevano sparare alle spalle dei socialisti invece che agli uomini di Franco.

Michele Emiliano è un uomo versato nell’arte della vanità; oggi si attribuisce un gran talento – che gli altri non gli riconoscono – di conquistarsi i primi posti.

A Renzi e Zingaretti premono le proporzioni del mito; hanno l’aria di volersi avvolgere in un manto di incorruttibilità.

Qual è la colpa di Pasolini? Di aver scritto: “Il rischio dell’impopolarità fa più paura, nell’intellettuale italiano, del vecchio rischio della verità” (“Petrolio”). Ancora: “La malafede ideologizzata come elemento del modo di essere colti e addirittura poetici”.

Giovanni Agnelli assegnava all’industriale, come scopo, il profitto personale e non la crescita, che è qualcosa di profondamente diverso. La crescita porta vantaggio a tutta l’economia, mentre il profitto lo reca soltanto all’imprenditore.

Il liberale Antonio Martino, per le sue qualità e senza alcuno scheletro nell’armadio, appartiene al rango dei grandi nomi invocati dal centrodestra. Dopo essere stato ministro degli Affari Esteri, tra lo stupore generale, lui, esperto di economia, fu fatto ministro della Difesa e, “costretto” più volte a cantare, inalberando un sorrisetto ironico, “Fratelli d’Italia”. Martino ha un solo neo: subisce il sopravvento dell’ironia propria di chi è senza padroni. In sostanza, è un uomo dotato di una professionalità di prim’ordine.

Lo stop posto alla nostra Federica Mogherini a rappresentare la politica estera dell’Unione europea ha una motivazione singolare: è stata troppo vicina alla Russia di Putin. Si fa chiaro un punto: la comunità europea è una turba aggressiva le cui passioni sono agevolmente mobilitate da demagoghi, agitatori e roba simile. E’ questa la ragione per la quale l’Inghilterra, sia con i conservatori sia con i laburisti al potere, resta fuori dell’uscio per lavorare a tutt’uomo con la Casa Bianca.

MAURIZIO LIVERANI
Commenti e aforismi tratti dalle opere di Maurizio Liverani e dai suoi recenti articoli