SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

di Maurizio Liverani

L’astensione di milioni di italiani dalla politica è il segno che trovano disonorante impegnarsi in una politica condotta, da oltre settant’anni, da mezze tacche. I volti di questi personaggi appaiono di tanto in tanto sul video e al solo vederli gli spettatori scoprono l’oggettiva identificazione del tragico puro con il comico. L’Italia ufficiale con le sue fanfare si è accorta, dopo il 1960, che le cose non andavano per il giusto verso. A ricordarcelo, lo riferiamo ancora una volta, fu, in un’intervista rilasciata al “Giorno” nel ’60, il famoso Maurizio (Ferruccio Parri) della lotta di Liberazione. Perché nel ’60 e non prima? La ragione è semplice: i responsabili delle avarie, per non affondare, non sapendo più a che santo attaccarsi, tentavano di salvare la barca con le stampelle malferme dell’antifascismo. L’autocritica di allora sarebbe illuminante anche oggi che del fascismo sono rimaste soltanto le briciole. I praticoni della politica da quel tempo, rinnovando vecchi slogan, hanno sempre impedito di entrare nell’emporio del nuovo. Alla perpetuazione di questo mondo politico stantio che sa di rancido non è rimasta che la Costituzione, giudicata, in tutti questi anni, da rinnovare. Ma i sostenitori del “no” in questo referendum continuano a sostenerla. E’ la barca di salvataggio dei loro interessi; questi personaggi somigliano a divinità corrusche, corrucciate dal dover rinunciare a privilegi che durano ormai da troppo tempo. Si difendono con armi spuntate; sono ostili al “Paese reale” che non dà loro ascolto. Sono espropriati del loro ascendente, del loro credito e sono maldestri nel difendersi con l’arma della destrezza dialettica. Hanno dilapidato la fiducia nella democrazia; hanno pilotato il consenso dove vuole il padrone. Con il “sì”, l’italiano potrà avere la possibilità di mandare all’aria la solita routine partitocratica. Per non confondersi con i parlamentari di lungo corso c’ è stato chi ha cercato di distinguersi qualificandosi “super-partes”, specialità inventata per darsi l’aria di grandi statisti. Si acquista nell’emporio del “latinorum”, per dire che si è diversi dai tanti scrocconi.

Maurizio Liverani