TEATRO HAMLET, PER TUTTE LE DONNE

TEATRO HAMLET, PER TUTTE LE DONNE

La ricorrenza dell’8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, si avvicina e molte sono le rappresentazioni teatrali relative alle tematiche femminili. Ma non sono mai troppe. In evidenza il lavoro del regista Vic Giannini, conAngeli di Cartone”,la pièce dai risvolti drammatici scrittadel drammaturgo Aldo Cirrigià vincitore del Premio Fersen 2019 e del Tragos 2018 e 2019. Opera suggestiva e poetica, classificata al secondo posto nel premio “Luce dell’Arte 2018”, si avvale della partecipazione di attrici come Carmela Rossi (nel ruolo di Francesca), Donatella Busini (che interpreta Elena) e Rosa Inserra (nel personaggio di Stella). La storia racconta di tre donne, molto diverse tra loro, che come si intuirà, hanno in comune un vissuto di violenza e di abuso, elaborato o rimosso in funzione della loro natura e personalità. Per una di esse è devastante e la porterà a uno stato di coscienza alterato; per un’altra è l’origine di una amarezza che l’ha accompagnata per tutta la sua vita; per l’ultima la sofferenza è stata razionalmente analizzata, vivisezionata, rendendola solo apparentemente più cinica e distaccata nei confronti del dolore. Ma l’empatia che si crea tra le protagoniste risulta palpabile specie nel finale in cui con un atto liberatorio le violenze più efferate sono dichiarate. “Quando il vento ti sbatte d’ovunque, tu non puoi fare nulla per fermarlo”, dice sul palco Stella interpretata da Rosa Inserra. La storia ricomincia come è iniziata e si ripete, perché queste storie continuano a ripetersi e lo spettacolo si tramuta in un frammento di vita vissuto che sembra non avere fine: purtroppo.

Gli Angeli di Cartone sono loro, che sembrano invisibili e invece sono figure cui la leggerezza è stata strappata via. “Tu ora sei padrona dell’eternità…”, recita nel finale Elena (Donatella Busini). “Mala tempora currunt”, direbbero gli antichi e la cronaca quotidiana lo conferma. La diversità non è più considerata un valore ma origine di paura e violenze verbali e fisiche. In questo contesto si pone soprattutto la questione di genere che come le altre sono, devono, essere priorità per migliorare il nostro vivere civile. Nell’affrontarle, vista l’inefficacia degli strumenti più appropriati quali adeguate politiche sociali e di pari opportunità, si rende necessario utilizzare ogni strumento possibile con determinazione, intelligenza, audacia e originalità. Grande speranza è affidata alla realizzazione di progetti culturali di impatto emotivo che ispirino però una riflessione profonda. Il teatro può essere, deve essere, uno strumento efficace in tal senso in quanto per definizione momento catartico tra spettatori e storia.

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