TREND: PER LEI NON ARRIVA IL CAVALIERE

TREND: PER LEI NON ARRIVA IL CAVALIERE

F, in una spirale di flashback, ripercorre a ritroso il suo viaggio dall’adolescenza all’etĂ  adulta. Dalla stripper di oggi, in uno squallido locale la notte di Capodanno, torniamo fino alla sua verginitĂ . Quelli di “puttana”, “fidanzata”, “vittima”, “troia”, “oggetto”, “vergine” sono i panni che veste lungo le tappe relazionali che fino ad oggi l’hanno “fottuta”.

“In una stanza incasinata, un po’ come la proprietaria, ci apre il suo racconto F, l’anonima protagonista del testo di Penny Skinner. F, oggi, è una spogliarellista senza un soldo in tasca con problemi di dipendenza. Ma F, oltre a questo è stata e continua ad essere moltissime altre cose. Mentre F legge un racconto che ha scritto a dodici anni, in cui una giovane contadina viene salvata dall’amore del valoroso Duca Randalf Fior di Leone, ci si rende subito conto di qualcosa: F è “fottuta” da molto prima di quanto potesse immaginare, è “fottuta” dal principio. Fucked parla di quanto sia forte l’internalizzazione del pensiero che prima o poi qualcuno verrà a salvarci così da poter vivere finalmente felici e contenti. Ma se non fosse realmente questo il segreto per il lieto fine? E se tutte le favole raccontateci da bambini non avessero fatto che portarci ancor di più fuori strada? Come in un racconto, attraverso una serie di capitoli, F ci porta nel suo processo di analisi e presa di coscienza di sé stessa. Ogni capitolo ha un titolo, o meglio, una definizione. Definizioni che le sono state appiccicate addosso, che darebbe il senso comune o che si è auto attribuita e che vengono presentate nel testo così come apparirebbero sulle pagine di un vocabolario. “I am human and I need to be loved, just like everybody else does”, così canta Morrissey sulle note di How soon is now? e così si sente la caotica protagonista. F vive nell’inguaribile sofferenza di chi crede che qualcuno altro possa regalarle più felicità di quanto lei stessa possa fare. Per questo motivo F incappa in atteggiamenti autodistruttivi che la portano all’autoincriminarsi proprio quando non dovrebbe. Si apre così, tra gli altri temi, una delicata riflessione sul mastodontico ruolo del senso di colpa delle vittime in situazioni di abuso. Fucked ribadisce ancora una volta, perché ancora ce n’è bisogno, quanto sia difficile essere una ragazza e stare al mondo. F cade, ricade e per ogni volta che viene “fottuta” eccola che rimbalza in piedi inarrestabile, regalandoci la speranza di poter cambiare il vecchio e noioso finale della favola in cui il cavaliere salva la donzella in pericolo.” Martina Glenda

Penny Skinner Giovane autrice che si è fatta un nome quando la sua commedia, Fucked, è stata prodotta per la prima volta nel 2008 all’Old Red Lion Theatre e al Festival di Edimburgo. Dopo quel successo, le commedie di Penny sono state presentate a Londra in teatri di grande importanza, come il Bush, il Royal Court, e il National. Nel 2010, la sua commedia Eigengrau, messa in scena al Bush ha avuto un tale successo di pubblico e critica che Penny è stata candidata al premio dell’Evening Standard come miglior drammaturgo emergente. Nel 2011, la commedia The Village Bike ha collezionato una serie di tutti esauriti al Royal Court, tanto che il teatro ha dovuto per due volte prolungare le rappresentazioni. Questo testo ha vinto numerosi premi, fra cui il 2011 George Devine Award e il Charles Wintour Most Promising Playwright degli Evening Standard Theatre Awards del 2011. Nel 2012, la sua commedia Fred’s Diner è stata presentata al Chichester Festival Theatre; il giornale The Independent ha descritto la Skinner come “la nostra principale giovane scrittrice femminista.”

TREND nuove frontiere della scena britannica – XXI edizione

festival a cura di Rodolfo di Giammarco

20 ottobre – 18 dicembre 2022

Teatro Belli – piazza Sant’Apollonia 11/a- 06 5894875

spettacoli ore 21,00 – ingresso posto unico € 18

dal 12 al 14 dicembre ore 21

FUCKED

di Penny Skinner

regia Martina Glenda

con Chiarastella Sorrentino

scene Sara Palmieri

aiuto regia Arianna Cremona

traduzione Francesca Romana degl’Innocenti e Marco M. Casazza

produzione Khora Teatro