TREND: TUTTI I CHIP DELLA TENERA POLLY
Ambientato in una realtĂ tecnologica, poco piĂą evoluta della nostra, “Girl in the Machine” è un viaggio all’interno della vita di una giovane coppia sposata, i cui nomi sono Polly e Owen, due esseri umani che vivono insieme la loro esistenza totalmente immersa nella virtualitĂ . Owen fa l’infermiere mentre Polly è avvocato. Una donna in carriera, sempre impegnata nel suo lavoro, costantemente richiamata all’ordine dal suo cellulare che non smette mai di squillare. Per questo suo marito si sente trascurato ed è preoccupato per la donna che ama; decide quindi di portarle un nuovo gioco per il wellness, un dispositivo dal look moderno e accattivante, adatto a monitorare i livelli di stress ed il cui nome è Black Box. Polly dimostra da subito un po’ di scetticismo nei confronti del nuovo tecnologico arrivo ma, tuttavia, inizia ad usarlo scoprendo che Black Box funziona. Il gioco la fa effettivamente rilassare e ben presto, scoprirĂ che è in grado di fare ben altro. La donna ne viene rapidamente sedotta, al punto da sviluppare una vera e propria dipendenza con un conseguente distacco dal mondo reale, a cui si aggiunge anche l’allontanamento del marito. Black Box non esegue solo ordini, ma chiede con voce suadente ai propri utenti, una sola e singola domanda, esistenziale se non addirittura escatologica; influenzando così la percezione umana, assottigliando, fino a dissolvere, la linea che separa il mondo fisico da quello digitale. Polly e Owen sono costretti a chiedersi se le loro definizioni di realtĂ e libertĂ siano le stesse. E mentre all’interno della coppia sorgono uno dopo l’altro molti dissidi, veniamo a conoscenza del successo che Black Box ottiene nel mondo e delle conseguenze che ha sulla societĂ . Sembra che i proprietari di Black Box sfruttino la tecnologia per scopi sinistri. Owen proverĂ in piĂą modi a far disintossicare Polly. Fuori, il mondo è in tumulto contro lo strapotere della virtualitĂ ; nel loro appartamento, i due discendono tra le pieghe del loro rapporto; Black Box, ferma nel cuore di casa, lampeggia connessa. RiuscirĂ Owen a salvare Polly dal dolce oblio tecnologico, proprio quando la realtĂ sembra piĂą difficile che mai?
NOTE DI REGIA – La trama è una sorta di giallo, incentrato sulla dipendenza tecnologica; sembra che alla base di ogni forma di dipendenza vi sia la necessitĂ di evasione dalla realtĂ . Il testo punta il dito proprio su questo aspetto. La protagonista ha tutto ciò che le occorre per essere felice e procedere nella propria vita, tuttavia accade qualcosa che rompe il suo equilibrio e la farĂ precipitare; ma Polly non sarĂ la sola. In “Girl in the Machine” Stef Smith scrive della dipendenza tecnologica, con conseguenze simili a quelle che associamo a forme piĂą consolidate di dipendenza, per poi allargare la riflessione includendo tematiche legate al concetto di controllo mentale e ai modi in cui le nostre interazioni digitali possono essere monitorate e manipolate. Il percorso di Polly è inserito in un’emergenza di massa, che metterĂ a rischio l’intera societĂ umana. Questa circostanza porta il pubblico a riflettere sull’oggi, un mondo in cui alcuni individui hanno giĂ i chip impiantati sotto la pelle, un mondo che giĂ ospita il primo cyborg, Neil Harisbond, riconosciuto tale, per legge, dal Governo Britannico. Ma anche senza spingerci così in lĂ , potremmo semplicemente considerare la devozione servile che molti hanno verso il proprio smartphone. Maurizio Mario Pepe
Stef Smith – Originaria di un piccolo villaggio vicino Stirling in Scozia, ha studiato Drama and Theatre Arts (con una specializzazione in regia) alla Queen Margaret University a Edimburgo. Il suo lavoro si indirizza in maniera predominante alla politica, portando alla luce storie inedite e proponendosi di esaminare sia la leggerezza che l’oscuritĂ della vita. Stef ama viaggiare, e tiene gruppi di scrittura creativa per ragazzi. Nel 2012 ha vinto un Olivier Awards per lo spettacolo RoadKill, ed è stata nominata Associate Artist del Traverse Theatre di Edimburgo. Si divide tra Glasgow, Leeds e Londra.
TREND nuove frontiere della scena britannica – XX edizione
festival a cura di Rodolfo di Giammarco
22 ottobre – 20 dicembre 2021
Teatro Belli – piazza Sant’Apollonia 11/a- 06 5894875
spettacoli ore 21,00 – ingresso posto unico € 13
dal 9 al 14 novembre ore 21
GIRL IN THE MACHINE
di Stef Smith
regia Maurizio Mario Pepe
con Liliana Fiorelli e Edoardo Purgatori
voce Black Box Patrizia Salmoiraghi
supervisione movimento Jacqueline Bulnes
scenografo Nicola Civinini
sound design Lorenzo Benassi
foto di scena Manuela Giusto
traduzione Maurizio Mario Pepe
produzione: Khora Teatro / La Forma dell’Acqua