TUTTI I PRODIGI DEL TRASFORMISMO

FATEMELO DIRE
di MAURIZIO LIVERANI
 
TUTTI I PRODIGI DEL TRASFORMISMO

Carlo Calenda è un enigma ma non fa mostra di esserlo. In televisione lo chiamano spesso perché è un politico “rebus”. Per non appassire subito a fantoccio si comporta da uomo nuovo, pieno di prestigio, impegnato a diminuire l’importanza dei rivali. Ha fatto sua la volontà di potenza di Nietzsche e medita su questa massima: “La morale è da oggi annullata. Una cosa sola resta: io voglio”. Incorona e detronizza secondo le sue antipatie e simpatie. Ora ha accolto con entusiasmo Enrico Costa, passato da “Forza Italia”  ad “Azione” .

I partiti continuano a mettere di cattivo umore gli italiani. E’ quasi meglio che le cose cambino che quelle più “adorate” decadano a vadano in  sfacelo. I leader ritenuti di statura superiore hanno sviluppatissimo il bernoccolo del trasformismo. Lo applicano persino quando se ne potrebbe fare a meno. Abbiamo un Parlamento di salta fossi.

Il pergolato nuovo della politica italiana utilizza, finalmente, Pier Ferdinando Casini stanco di apparire una pedina trascurabile della politica italiana. Dopo l’esplosione a Beirut, è stato interpellato da una rete televisiva in qualità di esperto di Medio oriente. E’ apparso come una “gran dama” per dire anche lui cose interessanti dimostrandosi diverso da quello che era fino a qualche tempo fa: uno scendiletto. Si è fatto trovare sul versante giusto.

Luigi Di Maio sa che i suoi fautori hanno una piccola stazza partitica; non avendo il prestigio per esporsi in prima persona cercano di gettarlo negli altiforni della politica incuranti del pericolo cui potrebbero porlo.

Parafrasando il Belli, Matteo Salvini potrebbe pensare: “Bona la libertà, mejio er Palazzo”. Scelto il Palazzo, i leader delle varie coalizioni hanno la speranza di poter dire con Paul Valery: “Je vie par curiosité”. In sostanza, tutti sono curiosi di vedere come andrà a finire in questo Paese, intriso di cinismo, in cui vale il motto di un anticlericale dell’ottocento, il Rapisardi: “Salmi sugli altari, flatulenze in sacrestia”. A tanti anni di distanza le guide morali sono ancora d’accordo con Pietro Nenni il quale sosteneva che la nostra democrazia è senza demo. Salvini potrebbe essere compagno di Matteo Renzi, ma allo stesso tempo essere alleato del “generoso” Silvio Berlusconi che somiglia in questi giorni a quei corridori che tirano la volata ai pistard.

Responsabili di questo scadimento del Parlamento, i politici hanno interesse a tacere; scagliandosi, però, con isterismo e rabbia contro chi li ha lasciati fare in santa pace.
 
MAURIZIO LIVERANI