UN UMORISTA INQUIETANTE

di Maurizio Liverani

Quando l’ironia è troppo “impegnata” sconfina nella polemica aggressiva. Prevalentemente, i nostri ironisti si sfogano contro un mondo che li indispettisce perché non li prende nella debita considerazione. La vera ironia è frutto dell’intelligenza. Quando la Tv di Stato ha assaggiato quella di Pino Caruso, il commento è stato: “Potrebbe avere un successo preoccupante”. Per Caruso l’ironia è il suo abito quotidiano; è un professionista che evita sempre la derisione astiosa, non è un Crozza qualsiasi. I suoi monologhi confermano verità che ci perseguitano; ci dicono che abbiamo una certa dimestichezza con molte spiegazioni delle cose; ci precisano che ormai siamo stanchi, sia in politica che nella morale, della maggioranza di queste spiegazioni. La conferma del sindaco Orlando per la quinta volta a Palermo è certamente stata ironizzata da Caruso con espressioni, a nostro avviso, irriferibili. Anni fa, Pino si concesse una sconsideratezza sui campi impervi delle elezioni amministrative. “Ci provo, se va, va”. Il pubblico che accorreva ai suoi spettacoli decretò il successo riassunto in 4400 voti, molti, ma pochi per sconfiggere i poteri che a Palermo sopravvivono a dispetto delle manchevolezze amministrative. E’ difficile per una città come quella siciliana modificare certe abitudini. La trasgressione, che è la carta vincente di Caruso, dei suoi spettacoli, è perdente dove prevalgono interessi d’altro tipo. Sentite: “Ho pensieri che non condivido”, “La memoria dei pentiti è così formidabile che spesso ricorre anche a quello che non è accaduto”, “Chi ha creato il mondo? Io sospetto di tutti”. Non è un azzardo accostare Pino Caruso a Ennio Flaiano. “Si nasce e si muore, dicono, e, qualcuno aggiunge, si rinasce. Non vorrei che a girare fossero sempre gli stessi”. A forza di sentirlo ripetere che “ho pensieri che non condivido”, i palermitani, dibattuti nelle sue stesse incertezze, forse lo avrebbero eletto.

Maurizio Liverani