UN VUOTO DA RIEMPIRE

FATEMELO DIRE

di MAURIZIO LIVERANI

UN 
VUOTO DA RIEMPIRE

Vladimir Nabokov sosteneva che un’opera d’arte allontana dal mondo e avvicina al regno della felicità estetica. “C’è qualcosa di più desiderabile della felicità estetica?”.

La tragedia si esprime attraverso uno scenario tanto umano, caldo, nobile, anche se è, in sostanza, morboso, cinico e infido.

La paura della vecchiaia, la presenza della morte, il senso dell’inutilità del tutto fanno approdare alla felicità dell’amore.

Il romanticismo di “Madame Bovary”, il maggior romanzo di Flaubert, ravviva una sensualità vecchio stampo, non sostenuta dal senso del peccato. Cesare Pavese scrisse a proposito: “La vita priva del senso del peccato è noiosa da far spavento”.

Nella dinastia Han gli uomini di lettere divennero funzionari. Avvenne ciò che accade in Italia. Lo Stato si è adagiato nel lungo torpore dell’ortodossia e del dogmatismo.

Per non soccombere alla pochezza della personalità di un semplice funzionario, alcuni vip della sinistra si sono lasciati prendere da impulsi appassionati per la religione, per il kennedismo, per il clinton-berlinguerismo.

Questa fine della politica è vista come una iattura. Questo vuoto tanto temuto potrebbe essere riempito da interessi più vitali, da quelle passioni che Stendhal ammirava tanto negli italiani.

La cultura di destra e di sinistra, spalleggiando i partiti, ha sottomesso agli imperativi tecnologici il grande regno della fantasia, del sogno, dell’inconscio.

La presenza di Zingaretti al vertice del partito è stata subito martellata di insidiosi “perché”. Molti hanno simpatia per lui perché lo considerano un polivalente.

Viviamo in un Paese che non riesce a esprimere, come classe dirigente, figure che abbiano spessore intellettuale e culturale. Evidentemente, questo accade perché la nazione, nel suo complesso, non ne ha.

MAURIZIO LIVERANI
Commenti e aforismi tratti dalle opere di Maurizio Liverani e dai suoi recenti articoli