VENDERE L’ANIMA AL DIAVOLO

di Maurizio Liverani

Un’asserzione che i fatti hanno smentito è attribuita a Walter Veltroni. Dice: “La sinistra si rinnova, la destra no”. Il tempo ci ha dimostrato che destra e sinistra sbagliano per gli stessi motivi che hanno indotto il filosofo francese André Glucksmann a definire i metodi delle due fazioni appartenenti al mondo della stupidità. Sinistra e destra con un atteggiamento che rivela la paura della complessità della realtà (che non è né di destra né di sinistra), un fideismo semplificatore che ha investito i partiti di un’illusoria autorità. Il marxismo-leninismo ha insegnato, a chi ha inseguito queste chimere, un metodo e dei principi che Wilhelm Reich (che i fantasmi “rossi” e “neri” ha studiato a fondo) definisce “peste psichica”. “La peste psichica organizzata – scrive Reich nella ‘Psicologia di massa, nascita del fascismo’ – poggia su ciò che c’è di peggio e di più basso nella natura umana, mentre calunnia, distrugge e cerca di eliminare ciò che minaccia la sua esistenza indipendentemente dal fatto se sia buono o cattivo”. Ciò è vero per le maggioranze anonime incolte e irresponsabili, senza pretese, come è vero per le minoranze responsabili, presuntuose e dottrinarie. L’intellettuale, come il  politico, deve immergersi in un’insormontabile catalessi, in una profonda narcosi; deve adattarsi a essere un simpatico struzzo con la coda ritta e la testa ficcata sotto terra. In questa sua tipica specificità, il comunismo non si è mai mosso, non si è mai rinnovato, nonostante cerchi di farci credere il contrario. Il suo conservatorismo non deriva da sclerosi; è il solo modo di fornire a sé e agli altri un senso di sicurezza, di solidità e di credere quello che fa comodo per evitare il disturbo di pensare, di mutare, di accettare, con la realtà, la verità. “Ma la verità – cito ancora Reich – viene impiegata dal comunismo solo se serve una determinata linea da seguire. Viene scartata non appena minaccia o semplicemente contraddice simili scopi… i fini politici cambiano a seconda dei bisogni della peste psichica, di occultare e di creare confusione anche stando nell’ombra”. La condanna delle Br è stata fatta soltanto perché si è visto che non hanno dato i frutti sperati. La “dialettica marcusiana” è stata respinta dopo che per anni la stampa ne ha ingigantito e propagato la portata. “Mettere in cattiva luce qualcun altro – dice Reich a proposito dei comunisti – per liberarsi della propria responsabilità. Questo è ciò che chiamo peste psichica”. Puntualmente nei momenti di crisi, come quelli che stiamo vivendo, esce fuori la “destra” che il partito di governo non deve sottovalutare; invece di spiegare il momento di consenso alla destra, la sinistra si limita a considerare questa come un’escrescenza patologica, allo stesso modo in cui valuta i pentastellati. Lo spettacolo offerto da questa sinistra è la riproposizione della “peste psichica”. La destra si limita a biasimare il partito egemone; questa inerzia finirà con l’imporre a essa di vendere, come Faust, l’anima al diavolo, invocandolo con le sue parole: “illudimi con il piacere e che questo sia l’ultimo giorno”.

Maurizio Liverani